Il Rapporto di Caritas italiana “Povertà e salute mentale”, presentato oggi durante una tavola rotonda a Roma, evidenzia un peggioramento netto della salute mentale tra i giovani. L’Indice Istat 2024, stabile a livello nazionale (68,4/100), mostra però un calo di 1,6 punti tra i 14-19enni rispetto al 2016. Il divario di genere è marcato: tra le ragazze la diminuzione è di 2,3 punti e solo il 35% delle giovani tra 15 e 19 anni dichiara un buon livello di benessere mentale. La sofferenza si riflette anche nei suicidi: nel 2021 si registrano circa 80 decessi in più tra i giovani rispetto al 2020, un livello rimasto stabile nel 2022. Caritas, che nel 2024 ha incontrato 277.775 persone, segnala che il 4,4% presenta sofferenza mentale e oltre 7.700 utenti sono seguiti per disturbi psicologici conclamati, dato probabilmente sottostimato. I disturbi depressivi tra gli utenti Caritas sono aumentati del 154% nell’ultimo decennio. L’80% delle persone con disagio psichico vive una “povertà cumulata”, con almeno tre ambiti di bisogno (casa, lavoro, salute, relazioni). In crescita anche le richieste di aiuto da parte dei cittadini stranieri (+20% tra 2019 e 2023), spesso segnati da stress transculturale e precarietà abitativa.