Zuppi: “non staremo mai bene se possediamo, ma solo se regaliamo”

“Non staremo mai bene se possediamo, ma solo se regaliamo”. Il cardinale ha quindi richiamato nell’omelia per la festa di San Francesco il valore della povertà francescana come scelta di libertà, dono e vicinanza agli altri. Indicando nel santo di Assisi una risposta alla ricerca contemporanea della felicità, il cardinale ha ribadito che “frate Francesco, povero, rende ricchi gli altri, non possiede nulla perché ama tutto. Tutto è nostro se amiamo, amare è donare e non c’è gioia senza rendere contento il prossimo”. Al centro del discorso anche il rapporto con i poveri, che, secondo Zuppi, non devono essere considerati “oggetto di interesse”, ma riconosciuti come fratelli. “Amiamo il povero per com’è, non come noi pensiamo debba essere”, ha sottolineato, definendo la relazione con chi è nel bisogno non come un sacrificio, ma come “una esperienza di amore, che dona e fa trovare dolcezza e amicizia”. Il cardinale ha evidenziato poi la dimensione alla semplicità di Francesco, precisando che essa è “tutt’altro che superficialità o schiavitù dell’apparenza”. Un modo di vivere la vita che invece significa “trovare l’essenziale e ciò che rende visibile, vero, prezioso, luminoso” anche se segnato dalla malattia e dalla morte. Nel suo richiamo al santo di Assisi, Zuppi ha quindi rilanciato l’invito a una vita fondata sul dono e sul servizio, unica via per riscoprire “quello che non si compra e non si vende, l’amore”.

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