“Per la celebrazione del funerale non c’è una tariffa da versare alla parrocchia”. Lo precisa mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, nella lettera alle comunità sulle esequie: le agenzie di onoranze funebri “sono pertanto tenute a non indicare nei loro tariffari l’offerta per la Chiesa” e non è opportuno raccogliere offerte durante la celebrazione. Le famiglie potranno però fare “un’eventuale offerta libera alla parrocchia”. Sulle ceneri, l’arcivescovo ricorda che la tradizione cristiana ha sempre proposto la sepoltura e raccomanda di evitare che vengano disperse. Per esprimere la dimensione comunitaria della sepoltura propone “un momento comunitario settimanale”, per esempio “nella mattinata del sabato”, nel quale accogliere in cimitero e benedire le urne. “Conservare le ceneri in casa contraddice la dimensione comunitaria della vita, della morte, della preghiera dei fedeli”, sottolinea, ritenendo preferibile che restino “nel cimitero del paese”; in città potranno essere custodite “in uno spazio adatto della chiesa parrocchiale o di una chiesa sussidiaria”. Quanto al suffragio, propone di menzionare i defunti della settimana nella preghiera universale delle Messe domenicali e di celebrare una Messa mensile per i defunti del mese. La lettera si chiude con il richiamo a essere “discepoli del Crocifisso Risorto”.