Strage di Crans-Montana: aiuti da 21 Paesi. Lahbib (Ue): “La Svizzera può contare sul nostro pieno sostegno”

Mentre a Crans-Montana prosegue il riconoscimento delle vittime della strage di Capodanno (mancano ancora notizie di diversi giovani che sarebbero stati presenti alla festa), la cura degli ustionati in vari ospedali elvetici ed europei, e le autorità indagano su quanto avvenuto, giungono in Svizzera aiuti internazionali e personale specializzato. Finora, secondo i dati diffusi ieri sera dalla Commissione europea, 21 Paesi hanno offerto aiuto: 18 per le cure, 9 per il trasporto e 6 per gli esperti. La Svizzera sta valutando ulteriormente la situazione. Il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’Ue ha immediatamente inviato due ufficiali di collegamento per supervisionare l’operazione di evacuazione medica e coordinare le attività con le autorità nazionali svizzere sul posto. Hadja Lahbib, commissaria per la gestione delle crisi, che sta seguendo le operazioni di soccorso, dichiara: “Il nuovo anno è iniziato drammaticamente con una tragedia per coloro che si stavano preparando a festeggiare e le cui vite sono state improvvisamente distrutte. La perdita di vite così giovani rende questo momento ancora più doloroso”. Aggiunge: “Il mio pensiero va alle vittime, ai loro cari e a tutti coloro che sono coinvolti nelle operazioni di soccorso. La Svizzera può contare sul nostro pieno sostegno. Ringrazio tutti i Paesi che hanno offerto immediatamente assistenza concreta”.

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