Cop30: dibattito sul dialogo socio-ambientale per la pace. Cuda (Pcal), “andare, con Leone XIV, alla base del dialogo”. Card. Steiner, “essere speranza per i poveri”

Il dialogo è lo strumento che ci permette di progredire nella costruzione sociale. Da qui l’importanza del panel “Dialogo socio-ambientale per la pace: adattamento e transizione giusta”, tenutosi ieri nella Zona Blu della Cop30, a Belém, i cui contenuti sono riportati da Adn-Celam.
Un dialogo tra la Chiesa cattolica, rappresentata dall’arcivescovo di Manaus, cardinale Leonardo Ultirch Steiner, il direttore del Dipartimento di Ecologia integrale della Conferenza episcopale spagnola, padre Eduardo Agosta, e la segretaria della Pontificia Commissione per l’America Latina, Emilce Cuda, l’università, con la presenza di Juliano Assunção, del dipartimento di Economia della Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro, e gli imprenditori Ana Cabral, presidente di Sigma Lithium, e José Luis Manzano, presidente di Integral Capital.
Un panel come quello che si è svolto consente il dialogo sociale, fondamento della Dottrina sociale della Chiesa, come ha sottolineato Emilce Cuda, segretaria della Pcal. Ha ricordato le parole di Papa Leone XIV, secondo cui “per disarmare le parole, per arrivare alla pace, dobbiamo dialogare”. Da qui la necessità di disarmare le parole come unico modo per risolvere il conflitto, che la teologa argentina considera la base del dialogo sociale, che “non è un dialogo tra amici, è un dialogo tra rappresentanti di parti organizzate di una società per poter raggiungere un accordo che è sempre aperto, negoziato”, una necessità di fronte all’attuale situazione sociale e ambientale che “rischia di arrivare a un punto critico”.
Il card. Steiner ha sottolineato la necessità di tenere conto dei poveri, coloro che soffrono maggiormente a causa dei cambiamenti climatici, che in Brasile sono le popolazioni indigene. Di fronte a ciò, il presidente del Consiglio Indigenista Missionario ha affermato che “vogliamo essere per loro un segno di speranza”, dato che essi sono un segno di speranza grazie al loro modo armonioso di convivere con l’ambiente. Per questo è necessario tenere conto che “Gesù ci offre un altro tipo di relazione, che è samaritana, fraterna, consolatrice, di fraternità universale”.

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