++ Ucraina: mons. Vitalij Kryvytskyi (vescovo di Kiev), “Russia sta conducendo azioni di terrorismo brutale e cinico. Chiediamo al mondo tutta l’assistenza possibile, in particolare nella difesa aerea” ++

mons. Vitalii Kryvytskyi, arcivescovo latino della diocesi di Kiev-Zhytomyr (Foto Sir)

“La Russia non solo sta conquistando con la forza il territorio dell’Ucraina orientale, ma sta anche conducendo un’azione di terrorismo brutale e cinico nelle pacifiche città del nostro Stato”. Usa parole durissime mons. Vitalij Kryvytskyi, arcivescovo latino della diocesi di Kiev-Zhytomyr, per condannare gli attacchi russi contro obiettivi civili in questi primi giorni della settimana. E da Kiev il vescovo attraverso il Sir lancia un appello: “Chiediamo anche al mondo civile tutta l’assistenza possibile, in particolare nella difesa aerea e missilistica. La sua catastrofica carenza ci costa vittime quotidiane e nuovo dolore. Solo con il Signore e insieme possiamo fermare il nemico del mondo intero”. Mons. Kryvytskyi passa in rassegna i brutali attacchi missilistici russi che hanno preso di mira le città ucraine. “Negli ultimi giorni – dice – il territorio dell’Ucraina è stato colpito in maniera durissima. La nostra domenica mattina a Kiev è iniziata con insidiosi bombardamenti, che hanno trovato persone ancora addormentate nelle loro case. Decine di altri missili sono stati lanciati dalla Russia e dalla Bielorussia, provocando morte, dolore, lacrime e numerose distruzioni. I giorni seguenti sono stati segnati da un’altra tragedia, come il noto bombardamento di un centro commerciale a Kremenchuk, dove centinaia di civili si trovavano durante la spesa quotidiana”. Si tratta, dice mons. Kryvytskyi, di azioni di terrorismo “brutale e cinico” e “tutto avviene davanti al mondo civile”. “Le minacce dell’aggressore con armi nucleari sono già una guerra non solo in Ucraina”, avverte il vescovo. “Siamo convinti che stiamo combattendo non tanto per le nostre terre quanto per i valori democratici e la sicurezza internazionale. Oggi l’Ucraina è un paese in cui il mondo protegge la “forza della legge” dall’aggressione del “diritto della forza”. Il vescovo di Kiev lancia quindi un appello: “A nome di tutti gli ucraini che lottano per il loro diritto alla vita; che si battono per il diritto a vivere nel loro stato; che non vogliono essere profughi – chiediamo prima di tutto uno scudo di preghiera ancora più forte. Questo era il caso all’inizio della guerra, e siamo sopravvissuti, liberando anche alcuni territori dal feroce nemico”. Oggi, l’Ucraina però ha bisogno di “tutta l’assistenza possibile, in particolare nella difesa aerea e missilistica”. Il vescovo torna a ringraziare quanti stanno sostenendo in vari modi il popolo ucraino. “Non siamo solo testimoni, ma anche destinatari del grande aiuto che questo mondo sta dando ora all’Ucraina. Siamo infinitamente grati a tutti coloro che non lasciano andare l’Ucraina dal loro cuore”.

Domenica 26 giugno, un civile è rimasto ucciso nell’attacco missilistico lanciato all’alba contro la capitale ucraina Kiev e quattro civili – tra cui una bambina di sette anni – sono stati estratti dalle macerie e portati in ospedale. E’ ancora provvisorio invece il bilancio delle vittime dell’attacco missilistico di lunedì 27 giugno contro uno shopping mall di Kremenchuk, nella regione di Poltava sulle rive del fiume Dnipro, nell’Ucraina centrale. Almeno 20 morti e oltre 50 feriti, di cui 6 in condizioni gravi. Ma risultano ancora disperse 36 persone e le forze dell’ordine che stanno lavorando sul posto, dicono che non ci sono altri sopravvissuti sotto le macerie. Ieri pomeriggio 28 giugno, le forze russe hanno lanciato sei missili da crociera Kalibr contro la regione di Dnipro, nell’Ucraina centrale, quattro dei quali sono stati abbattuti dalla contraerea di Kiev, mentre due hanno distrutto un’infrastruttura ferroviaria e una fabbrica mentre una stazione di servizio ha preso fuoco. Anche qui i soccorritori sono al lavoro nel luogo degli attacchi e si scava tra le macerie in cerca di persone rimaste eventualmente intrappolate.

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