Midterm, il voto cattolico si sposta: dal 59% a Trump nel 2024 al pareggio. Ispanici e giovani ai democratici

Il 3 novembre i cattolici statunitensi, un votante su cinque, si sono divisi 50 a 49 tra democratici e repubblicani, dopo il 59% a Trump nel 2024. Ispanici, giovani e donne votano in maggioranza democratico, i bianchi restano repubblicani. Il consenso del presidente crolla nell’anno dello scontro con Leone XIV

(Foto AFP/SIR)

Cinquanta a quarantanove. È il risultato del voto cattolico nelle elezioni di metà mandato di martedì 3 novembre, che hanno consegnato ai democratici la Camera e il Senato. Secondo l’exit poll condotto da NBC News con altre testate in 45 Stati, i cattolici – un votante su cinque – hanno scelto per il 50% i candidati democratici e per il 49% quelli repubblicani. Due anni fa, nella stessa rilevazione, Donald Trump aveva raccolto il 59% del voto cattolico contro il 39% di Kamala Harris. Nella stessa notte i democratici hanno strappato ai repubblicani almeno sette seggi al Senato, dal Kansas al Texas.

Midterm 2026 · Il voto cattolico

Dal 59% a Trump al pareggio

Voto dei cattolici per partito, presidenziali 2024 e midterm del 3 novembre 2026

Nel 2024 il voto è per la presidenza, nel 2026 per la Camera dei rappresentanti. Le percentuali non sommano a 100: il resto è andato ad altri candidati.

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Elezione Fonte Dem. Rep.
Presidenziali 2024 exit poll NBC News 39% 59%
Presidenziali 2024 Pew, elettori verificati 43% 55%
Midterm 2026 exit poll NBC News, Camera 50% 49%

Fonti: exit poll NBC News 2026, exit poll NBC News 2024 (Religion News Service) e Pew Research Center sugli elettori verificati 2024 (America Magazine). Elaborazione SIR.

Bianchi e ispanici, due elettorati opposti
Il pareggio va letto sull’onda nazionale: nel voto popolare per la Camera i democratici hanno prevalso di circa 13 punti, secondo le stime del New York Times. Il baricentro cattolico si è mosso con il Paese, ma resta più conservatore. Ryan Burge, docente alla Washington University di St. Louis, parla di un elettorato “soft Republican”, repubblicano a bassa intensità, e legge il risultato in chiave economica: “Il punto è che l’economia va male”. I cattolici bianchi hanno votato repubblicano al 56%, quota che sale al 63% tra chi non ha una laurea. Gli ispanici hanno scelto i democratici al 65%, gli afroamericani all’87%. Lo spostamento più ampio riguarda l’elettorato latino nel suo insieme, passato dal 51% al 64% di voto democratico. Ad aprile un’analisi di OSV News ricordava che i cattolici sono circa il 15% della popolazione in Ohio, Maine e Michigan, allora le tre sfide più incerte per il Senato, e che in Texas sono in larga parte latini. Ohio, Maine e Texas hanno eletto senatori democratici, il Michigan ha confermato il proprio.

Midterm 2026 · Il voto cattolico

Due elettorati opposti dietro il pareggio

Come hanno votato i cattolici per gruppo etnico, istruzione, genere ed età. Usa i filtri o passa sulle barre

quota ai democratici quota ai repubblicani

Per ogni gruppo è indicata la quota del partito più votato, l’unico dato pubblicato dalla fonte. Il dato degli exit poll può essere ancora ritoccato.

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Sottogruppo Quota Partito
Tutti i cattolici 50% democratici
Cattolici bianchi 56% repubblicani
Bianchi senza laurea 63% repubblicani
Cattolici ispanici 65% democratici
Cattolici afroamericani 87% democratici
Uomini 55% repubblicani
Donne 54% democratici
Under 29 65% democratici
Over 65 53% repubblicani

Fonte: exit poll NBC News, dati riportati da America Magazine (4 novembre 2026). Elaborazione SIR.

L’anno dello scontro tra Casa Bianca e Santa Sede
Per il Pew Research Center l’approvazione di Trump tra i cattolici è scesa dal 47% di inizio 2025 al 30% di inizio ottobre, quella tra i cattolici bianchi dal 52% di gennaio 2026 al 39%.

Midterm 2026 · Il voto cattolico

Il consenso di Trump tra i cattolici

Approvazione dell’operato del presidente, da inizio mandato alla vigilia del voto

La guerra in Iran è iniziata il 28 febbraio 2026. Le critiche del Papa e l’attacco di Trump a Leone XIV risalgono ad aprile. Clicca sulle voci della legenda per isolare una serie.

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Rilevazione Cattolici bianchi Tutti i cattolici Cattolici ispanici
Gen-Feb 2025 59% 47% 31%
Apr 2025 51% 42% 26%
Giu 2025 54% 43% 27%
Ago 2025 48% 38% 25%
Set 2025 56% 41% 23%
Gen 2026 52% 39% 23%
Apr 2026 49% 35% 18%
Lug 2026 44% 33% 20%
Set-Ott 2026 39% 30% 18%

Fonte: Pew Research Center, % di adulti cattolici che approvano l’operato del presidente (ultima rilevazione 28 settembre – 4 ottobre 2026). Elaborazione SIR.

Il 10 aprile Leone XIV aveva chiesto ai vescovi caldei di “gridare al mondo che chi è discepolo di Cristo, principe della pace, non sta mai dalla parte di chi ieri impugnava la spada e oggi lancia le bombe”. Trump lo aveva definito “debole sulla criminalità”, il vicepresidente JD Vance, cattolico convertito, lo aveva invitato a essere “molto, molto attento” quando parla di teologia. Persino CatholicVote, guidata per diciassette anni da Brian Burch, oggi ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, aveva denunciato un post che superava “ancora una volta, una linea di decoro”. Pochi giorni dopo, un sondaggio Economist/YouGov assegnava al Papa, tra i cattolici, un saldo di +43 punti, al presidente di +5. Il giorno dopo il voto, Vance ha attribuito la sconfitta proprio alla guerra in Iran. Leone XIV, primo Pontefice a votare in un’elezione statunitense, lo ha fatto per corrispondenza. La Sala stampa della Santa Sede ha richiamato “la propria convinzione riguardo al diritto e al dovere dei cittadini di partecipare ai processi democratici”.

Midterm 2026 · Il voto cattolico

Leone XIV e Trump nel giudizio degli americani

Saldo tra opinioni favorevoli e sfavorevoli dopo lo scontro sulla guerra in Iran

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Campione Figura Favorevoli Sfavorevoli Saldo
Cattolici Leone XIV 63% 20% +43
Cattolici Donald Trump n.d. n.d. +5
Tutti gli americani Leone XIV 55% 24% +32
Tutti gli americani Donald Trump 40% 56% −16

Fonte: sondaggio Economist/YouGov, 17-20 aprile 2026, 1.707 adulti. Saldo = favorevoli meno sfavorevoli. Elaborazione SIR.

Vescovi e referendum, il nodo dell’agenda pro-life
Il 22 ottobre la Casa Bianca ha diffuso il video di dodici vescovi in preghiera con Trump nello Studio Ovale, rilanciato anche dall’account della campagna presidenziale. “Non c’è mai stato un presidente migliore di Trump per i cattolici americani”, ha rivendicato la portavoce Taylor Rogers. Mons. Jeffrey Grob, arcivescovo di Milwaukee, si è scusato per un momento di preghiera “manipolato”. Nei referendum sull’aborto sono arrivate tre sconfitte su quattro per il fronte pro-life: Virginia e Nevada hanno iscritto il diritto all’aborto nelle Costituzioni statali, il Missouri ha respinto l’abrogazione di quello approvato nel 2024, solo l’Idaho ha bocciato una misura che lo avrebbe introdotto. In Virginia, per mons. Barry Knestout e mons. Michael Burbidge, vescovi di Richmond e Arlington, il voto introduce “un aborto praticamente illimitato”. Daniel Rober, docente alla Sacred Heart University, vede invece “un vicolo cieco” per l’approccio da guerra culturale seguito dai vescovi dalla fine degli anni Novanta. Prima del voto, mons. Paul Coakley, arcivescovo di Oklahoma City e presidente della Conferenza episcopale statunitense (Usccb), aveva avvertito: “Lo scoraggiamento non è una virtù cristiana”.

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