Festa di Roma, Helen Mirren è Patricia Highsmith in “A Talent for Murder”. Jovanotti e la tomba di Pietro nei doc

Quarto giorno alla Festa del cinema di Roma: Helen Mirren è Patricia Highsmith in “A Talent for Murder” di Anton Corbijn; il doc “Lorenzo” ritrae Jovanotti alla soglia dei sessant’anni; “Pétros ení” di Paula Ortiz, con Chris Pratt, accompagna alla tomba di san Pietro

(Foto Lucky Red)

Festa del cinema di Roma, quarto giorno. Il primo titolo è “A Talent for Murder” di Anton Corbijn con la premio Oscar Helen Mirren. Un giallo che omaggia il genio di Patricia Highsmith e la sua creatura letteraria Tom Ripley; un’opera che fonde realtà e immaginazione, in un mystery di matrice classica dal buon ritmo. Ancora, il doc biografico-musicale “Lorenzo. L’incredibile avventura di Jovanotti” di Dario Zonta e Carlo Zoratti, uno sguardo ravvicinato sul cantautore alla soglia dei sessant’anni. Grintoso, “caotico” e intimo. Infine, il doc “Pétros ení” di Paula Ortiz, un viaggio nella tomba di san Pietro insieme all’attore hollywoodiano Chris Pratt.

“A Talent for Murder” (al cinema dal 26 novembre)
Un omaggio a una delle più influenti scrittrici di gialli “a stelle e strisce”, Patricia Highsmith, raccontata poco prima della morte nella sua casa-rifugio in Svizzera. È “A Talent for Murder” del regista olandese Anton Corbijn, scritto da Joanna Murray-Smith, autrice anche del testo teatrale cui il film si ispira. L’opera è un ritratto della Highsmith al capolinea della carriera e della vita, in un duetto in chiave mystery con la sua creatura di carta più amata-odiata, l’antieroe Tom Ripley. Un racconto enigmatico tra realtà, immaginazione e dimensione onirica, un intrigante rompicapo per lo spettatore. A interpretarla con incisività e maestria la premio Oscar Helen Mirren. Distribuito da Lucky Red.
La storia. Svizzera, 1995: Patricia Highsmith è incalzata dal suo editore perché pubblichi il sesto libro della saga sul criminale Tom Ripley. La scrittrice non ne vuole sapere. Un giorno alla sua porta si presenta Edward Ridgeway, un editor mandato dalla casa editrice perché firmi un nuovo contratto. Patricia ed Edward iniziano un serrato dialogo, avvertendo però l’uno nell’altro qualcosa di sospetto, di sinistro.
Il richiamo ricorrente è la figura di Tom Ripley, ma ci sono anche rimandi al primo romanzo della scrittrice, “Sconosciuti in treno” (1950), e all’adattamento firmato da Alfred Hitchcock. Corbijn firma un’opera acuta e ben congegnata, che affronta il personaggio e l’eredità letteraria della Highsmith non secondo un convenzionale biopic, bensì con un ideale duello-dialogo tra lei e Ripley, tra creatore e creatura: un racconto ammantato di fumosità, che sconfina spesso tra realtà e finzione, tra sogno e allucinazione. “A Talent for Murder” è una delizia per gli amanti del genere, per i giallisti tra libro e schermo; un’opera che a ben vedere non ha un copione del tutto magnetico – qua e là qualche lungaggine – ma che trova la sua perfezione grazie all’ottima interpretazione della Mirren. Consigliabile-complesso, problematico.

“Lorenzo. L’incredibile avventura di Jovanotti” (al cinema dal 26 novembre)
“Il nostro film parte da una convinzione: non esiste un ‘dietro’ Jovanotti. Il bambino, l’artista che compone e il cantante davanti alla folla sono la stessa persona”. Così Dario Zonta e Carlo Zoratti presentano il doc “Lorenzo. L’incredibile avventura di Jovanotti”, dedicato al popolare cantautore Lorenzo Cherubini. Un viaggio biografico-musicale che accosta presente e flusso di ricordi, tra la produzione del nuovo album e il percorso di riabilitazione dopo il brutto incidente in bicicletta del 2023. Al film ha partecipato in prima persona Jovanotti, anche in veste di produttore. Nelle sale dal 26 novembre.
La storia. Il tour Jova Beach Party raccoglie un pubblico numeroso, segno di un successo granitico per il cantautore-rapper. A sessant’anni e con alle spalle un brutto incidente in bicicletta, Jovanotti rilegge in maniera intima, personale, la propria carriera e le pagine familiari, canticchiando qua e là i suoi brani più significativi.
Un racconto vivace, torrenziale, tra il “caotico” e il poetico. Un’istantanea di Lorenzo Cherubini e della sua “maschera” Jovanotti, senza orpelli: uno sguardo nelle stanze familiari e in quelle dell’anima dell’artista, che ripercorre tutto di sé sino alla boa dei sessant’anni. Tra i momenti più vibranti, il ricordo dei genitori scomparsi, Mario e Viola, e del fratello Umberto, morto in un incidente di volo nel 2007. Tra le curiosità, il richiamo agli anni romani per il lavoro del padre in Vaticano. Un racconto onesto che tiene bene il passo dell’artista, della sua personalità leggiadra, “confusionaria” e appassionata. Consigliabile, semplice-poetico.

“Pétros ení”
“La basilica di San Pietro vuota diventa un corpo, testimone di duemila anni di fede e storia. Da questo silenzio nasce ‘Pétros ení’, un viaggio dalla luce della basilica all’oscurità della necropoli, alla ricerca delle tracce di Pietro”. Così la regista spagnola Paula Ortiz racconta il progetto “Pétros ení”, doc scritto da Andrea Tornielli e prodotto da Vatican Media e Fabbrica di San Pietro. Narratore l’attore hollywoodiano Chris Pratt (“Guardiani della Galassia”).
“Chris Pratt – ci ha raccontato Eliana Ariola, della Commissione nazionale valutazione film della Cei – accompagna lo spettatore alla scoperta della tomba dell’apostolo Pietro, il primo Papa, la roccia sulla quale Gesù ha edificato la sua Chiesa. Un viaggio immersivo di grande potenza visiva, ma anche accurato nel presentare le evidenze scientifiche e le prove dell’autenticità dei resti trovati nella necropoli sulla quale è stata costruita la più grande chiesa del mondo. Un racconto che va nella direzione dei suggestivi documentari curati da Alberto Angela. Diretto con grande delicatezza dalla Ortiz, il film si chiude con un’incisiva testimonianza di papa Leone XIV”. Consigliabile, semplice-poetico, per dibattiti.

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