Giornata nonni ed anziani. Ciccarelli: “bisogna riconoscere l’alto valore che gli anziani hanno nel nostro Paese”

“Gli anziani sono una risorsa sotto tanti punti di vista, ancora poco riconosciuta", spiega Emma Cicarelli, vicepresidente del Forum delle associazioni familiari nazionale.

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Chi ha figli lo sa: per mandare avanti una famiglia ci vuole un villaggio. O per lo meno dei nonni su cui poter contare. Per prendere i bambini da scuola quando si è a lavoro, quando si ammalano e non c’è nessuno che li possa guardare, nelle lunghe estati lontane dai banchi. I nonni sono lì, pronti a dare una mano e portare avanti la famiglia, come una ruota che gira, in un Paese che sul welfare familiare ha ancora una lunga strada da percorrere. “Gli anziani sono una risorsa sotto tanti punti di vista, ancora poco riconosciuta – spiega Emma Cicarelli, vicepresidente del Forum delle associazioni familiari nazionale -. Hanno un ruolo di supporto e di indirizzo, non solo materiale ed economico, perché le famiglie giovani faticano ad avere una stabilità economica, ma anche un supporto morale, soprattutto di fronte alle difficoltà e fatiche del quotidiano. L’esperienza dell’anziano e del nonno è una esperienza di una persona che ha già superato tante difficoltà e quindi può dare un indirizzo e un orizzonte di speranza e non di sconforto”.

Un vero e proprio ammortizzatore sociale, dove l’anziano non è la persona che sta vivendo l’ultima parte della sua vita, ma un bacino di risorse a cui attingere. “Oggi il ruolo dell’anziano viene spesso sottovalutato, perché vengono confinati in una sacca di popolazione non più produttiva. In realtà, se sostenuti, possono essere una valida risorsa per il Paese, ma bisogna ripensare alle politiche sociali, in modo che si possa permettere loro di continuare ad essere generativi – sottolinea Ciccarelli -. Bisogna ripensare spazi, tempi, luoghi, modalità di lavoro che consentano di ricostruire certi legami. C’è da dire poi che oggi la medicina consente agli anziani di conservare un ruolo attivo e il rapporto con le famiglie, con le giovani generazioni, ha un ruolo fortemente rigenerativo anche per l’anziano stesso. Diciamo che è una risorsa reciproca, sia per l’anziano che per i giovani”. E se è vero che senza i nonni spesso è difficile far girare gli ingranaggi della macchina famiglia, dall’altro lato la genitorialità stessa sta diventando sempre più in là con l’età.

Emma Ciccarelli – Foto tratta da Facebook

“Oggi molti anziani soffrono la solitudine perché i giovani non riescono a mettere in mondo figli. I piccoli sono il legame importante che restituisce all’anziano vitalità, ma il fatto che non ci sia una rigenerazione in termini di popolazione spegne gli anziani perché i giovani arrivano tardi alla paternità e questo significa che anche l’anziano diventa nonno in un’età troppo avanzata che non gli consente di essere in realtà un valido aiuto in certi casi per la famiglia”.

Così i nonni sempre più vecchi necessitano loro stessi di cure e supporto continuo. “La non autosufficienza è un grande problema per le famiglie, perché si trovano ad essere soffocate da due impegni importanti. Da una parte i figli, che spesso sono ancora in età scolare, e dall’altra l’anziano che ha bisogno di cure. Non è semplice, non c’è una soluzione uguale per tutti perché poi dipende dal tipo di non autosufficienza, per esempio ci sono tante non autosufficienze di carattere mentale che non consentono una facile convivenza con la famiglia. Poi abbiamo un sistema lavorativo che non dà flessibilità o non riconosce il ruolo di caregiver, per cui è un carico ulteriore che ricade sugli adulti e sui giovani. Questo è un grosso problema di non facile soluzione – spiega ancora Ciccarelli -.

Oggi c’è una dimensione abitativa che è molto minimale, per cui se un anziano si ammala o diventa non autosufficiente non è facile ospitarlo neanche dentro casa. Così, spesso a malincuore, le famiglie sono costrette a portare i propri cari in strutture che si prendano cura di loro. Questa però non è la soluzione migliore, perché l’anziano ha bisogno di vivere con i suoi cari, con i suoi affetti, con la sua storia che è anche fatta di piccole abitudini, di piccoli spazi che si ritaglia. Questo è un problema anche politico, perché se le nostre famiglie non mettono più al mondo figli è anche dovuto al fatto che si riversano troppi carichi sulle loro spalle”.

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