La lezione di vita del ciclista al Giro

Domani, il Giro d’Italia torna a transitare in Monferrato. Non ci sarà Andrea Vendrame che, nella seconda tappa, è stato coinvolto in una caduta di gruppo, a venti chilometri dall’arrivo. Acciaccato, fra dolori lancinanti, con la maglietta strappata nella caduta, ha pedalato fino a tagliare il traguardo, seppur in ultima posizione. Visitato al termine della corsa, si è scoperto che aveva riportato la frattura di tre vertebre. Una lezione di vita, che non vale solo in ambito sportivo, ma in ogni altro settore

(Foto Vatican Media/SIR)

Domani, il Giro d’Italia torna a transitare in Monferrato nell’ambito della tredicesima tappa, la Alessandria-Verbania. Una colorata e chiassosa carovana con la possibilità di vedere in azione, e applaudire, i campioni del ciclismo. Tra coloro che parteciperanno alla corsa non ci sarà però Andrea Vendrame. Veneto di nascita, 32 anni il prossimo 20 luglio, corre per la squadra Jayco Alula. Nella seconda tappa del Giro, disputata in Bulgaria, è stato coinvolto in una caduta di gruppo, a venti chilometri dall’arrivo. Tutti sono risaliti in bicicletta. Anche lui. Acciaccato, fra dolori lancinanti, con la maglietta strappata nella caduta, ha pedalato fino a tagliare il traguardo, seppur in ultima posizione. Visitato al termine della corsa, si è scoperto che aveva riportato la frattura di tre vertebre. Una lezione di vita, la sua, proprio come quelle che il ciclismo sa dare più di tanti altri sport: si può cadere, farsi male, ma ci si può (anzi, si deve) rialzare e riprendere a correre. Una lezione che non vale solo in ambito sportivo, ma in ogni altro settore. Una lezione che viene da un giovane.
Domani Vendrame (costretto al riposo assoluto per almeno un mese) non sarà in Monferrato, ma merita comunque un applauso, anche virtuale, in occasione passaggio dei ciclisti.

 

(*) direttore de “La Vita casalese”

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