Quaresima e Coronavirus: passeremo anche questo Mar Rosso

Ma tu vuoi davvero solo sopravvivere? E poi? C’è data una possibilità in più: amare ulteriormente. Amare la volontà di Dio per come essa ad oggi si palesa, vivere una sincera obbedienza filiale abitando il presente per come esso ci viene dalle mani di Dio. Per fare questo senza ridurlo a un sovrumano sforzo della testa, dobbiamo ricordare, rispolverare nel cuore tutti i ricordi in cui ci siamo sentiti salvati da Dio. Il Dio che ci è stato fedele fino a oggi, perché oggi dovrebbe cambiare?

(Foto ANSA/SIR)

“Il Signore è in mezzo a noi sì o no?” (Es 17, 7). Questa domanda del popolo d’Israele arrabbiato e assetato nel deserto conclude la prima lettura di oggi, e sicuramente risuona nel cuore e sulle labbra di molti di noi.
Eppure bisogna fare attenzione, perché, come anche il testo ammonisce, è una domanda blasfema: è una sfida lanciata a Dio, di cui facilmente ci si dimentica nei momenti di crisi.
Risponde il salmo 95 nel suo responsorio: “Ascoltate oggi la voce del Signore: non indurite il vostro cuore.”
Che Quaresima particolare… pensavamo che avremmo spiegato il senso di queste letture ai nostri catecumeni, e invece loro non possiamo neppure incontrarli, in questi giorni tanto particolari, in cui persino gli scrutini che avrebbero dovuto prepararli al loro Battesimo sono rinvitati. No, questa Parola quest’anno non è solo per loro: è per tutti noi, che pure ci diciamo già figli di Dio quando tutto va bene.

Stiamo attenti a non indurire il nostro cuore, esasperati e delusi.

Il cuore è la sede della memoria, tant’è che ricordare, re-cordari, significa proprio risvegliare quello che è nel cuore: non dobbiamo diventare stolti, non ci dobbiamo dimenticare.
Cosa? Quello che san Paolo ci ricorda, appunto, nella seconda lettura, e cioè che “la speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato”.
In questi giorni cruciali, dobbiamo accettare di stare, di non scendere da questa croce fatta di dubbio, di incertezza, di delimitazioni: Dio non ci deluderà.

Passeremo anche questo Mar Rosso, che pure ci sembra tumultuoso e invalicabile, e andremo oltre. Un passo ancora nella vita.

Sia chi vuole recriminare e disperarsi, sia chi vuole sperare troverà argomenti nell’attuale situazione del mondo. C’è chi sta cogliendo l’occasione per accusare, inveire, erigere barriere, minacciare. E noi? Saremo in grado di continuare a sperare, ad amare, a fidarci?
In fondo, di cosa stiamo vivendo? In questa Quaresima che ci sta spogliando delle nostre vite di sempre, cosa si rivela fondamentale per noi?
“Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato,” ci dice il Signore oggi, dicendolo ai suoi che provano a ridurre tutto a una banale questione di sopravvivenza (Gv 4, 31-34).
Ma tu vuoi davvero solo sopravvivere? E poi?
C’è data una possibilità in più: amare ulteriormente. Amare la volontà di Dio per come essa ad oggi si palesa, vivere una sincera obbedienza filiale abitando il presente per come esso ci viene dalle mani di Dio.
Per fare questo senza ridurlo a un sovrumano sforzo della testa, dobbiamo ricordare, rispolverare nel cuore tutti i ricordi in cui ci siamo sentiti salvati da Dio.
Il Dio che ci è stato fedele fino a oggi, perché oggi dovrebbe cambiare?
Stiamo stretti a suo Figlio, stiamo stretti a Lui anche sotto la Croce.
La Pasqua arriverà.

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