Occidente: Martinez, “è malato di se stesso. Servono fede, educazione e preghiera per guarire”

“L’Occidente odia se stesso?”. Attorno a questa domanda si è sviluppato il convegno promosso a Macerata dal movimento Laikos 2008. A offrire una lettura è stato Salvatore Martinez, accademico ed ex presidente del RnS, riprendendo l’intuizione formulata nel 2004 dal cardinale Joseph Ratzinger sulla crisi spirituale dell’Europa. Più che un errore, spiegò allora il futuro Benedetto XVI, si tratta di una “malattia”: una diagnosi che, secondo Martinez, oggi appare aggravata. Alle radici di questo “odio di sé” stanno tre passaggi storici: la degenerazione dell’Illuminismo, il Novecento segnato da guerre e totalitarismi e la postmodernità, che ha trasformato il senso di colpa in resa culturale. In questo quadro si inserisce la “dittatura del relativismo”, capace di escludere chi afferma l’esistenza della verità, limitando la libertà stessa di cercarla. Un processo visibile anche nella rimozione della memoria cristiana dalla cultura e dalla formazione. Alla base, la frattura tra fede e ragione, religione e vita civile. Guardando al magistero recente e all’“Europa dello Spirito”, Martinez indica tre vie di guarigione: riscoprire l’amore di Cristo per l’uomo, educare cristianamente famiglie e giovani, tornare alla preghiera. Perché, conclude, il destino dell’Europa si gioca nel cuore dell’uomo, dove fede e ragione possono ritrovarsi.

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