Bibbia: Vian, “percorrere le vie delle Bibbie per ritrovare l’Europa”

Percorrere le “vie delle Bibbie” significa capire non solo la storia e l’anima del nostro continente, ma anche lo stretto rapporto che intercorre tra ebraismo e cristianesimo.  E’ la scommessa e nello stesso tempo l’esito dell’ultimo libro di Giovanni Maria Vian, “Le vie delle Bibbie. Ritrovare l’Europa” (Il Mulino), che attraverso un’accurata e approfondita analisi storica traccia un bilancio di ventitré secoli della diffusione del Libro ancora oggi più venduto al mondo attraverso le vicende dei principali manoscritti – dagli originali ebraici, poi tradotti in greco e latino, fino alla rivoluzione della stampa – partendo da una semplice constatazione: ”La Bibbia non è nata in Europa, ma al vecchio continente è profondamente e inestricabilmente legata”. A partire dall’etimologia del termine greco, biblia, “libri” – che indica che si tratta di una raccolta di libri, di fatto una piccola biblioteca, che ha avuto un ruolo documentato nella formazione della storia dell’Europa. “Senza la letteratura biblica, che ha origine nell’antico Oriente e costituisce il fondamento religioso e culturale – in grandissima parte comune – dell’ebraismo e del cristianesimo, il continente europeo non sarebbe divenuto quello che è, nel bene e nel male”, la tesi di Vian.

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