Pasqua 2026: card. Zuppi (Bologna), “scegliamo la via della pace in tempi di violenza e di guerra”

“In tempi di violenza e di guerra scegliamo la via della pace, la via di sconfiggere tutto ciò che è complice del male”. È l’esortazione rivolta dal card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, nel videomessaggio di auguri per la Pasqua disponibile sul sito web dell’arcidiocesi e sul canale YouTube di “12Porte”.
“La Pasqua – spiega il porporato – vuol dire il male che è sconfitto, la vita che vince sulla morte, quello che è rotto che si riaggiusta”; “vuol dire la vita oltre la vita, che non è un gioco di parole ma è il problema della vita, anche perché lo capiamo soltanto quando ci scontriamo con il limite, quando perdiamo una persona cara o quando noi stessi sperimentiamo la nostra fragilità, quel vortice del male che ci fa perdere quello che eravamo, ci fa entrare in una condizione diversa di totale abbandono in cui non possiamo fare quello che vorremmo”. “Ecco, quel limite è il motivo per cui c’è la Pasqua”, prosegue il card. Zuppi: “Ed è il motivo per cui il Signore ci aiuta ad affrontare la Pasqua; è il Signore che ci aiuta a vincere il male con la vera forza che lo vince, l’amore. Per vincere la morte dobbiamo scegliere l’amore”. “In questi tempi – afferma l’arcivescovo – tutti noi sperimentiamo l’ombra della morte che diventa terribile nella violenza, nella guerra, nell’insicurezza, nel pregiudizio, nell’aggressività, nell’odio, nell’incapacità ad ascoltare e a parlare che tante volte segna la relazione con l’altro” e “che diventa poi una polarizzazione per cui complichiamo i problemi e qualche volta diventiamo soltanto pieni paura e di rabbia”. “Proprio in questo tempo c’è l’annuncio della Pasqua, della Resurrezione, della presenza viva del Signore che con l’amore vince tutto, vince il male; ed è la Passione che chiarisce anche a noi da che parte stare. Il primo giorno dopo il sabato, quando il Sepolcro è aperto, è la vita che non finisce, la vita che è per sempre, e anche noi siamo chiamati a scegliere quello che conta e che dura. Questa è una buona Pasqua”.

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