Venerdì Santo: diocesi Verona, “Chiamata alla pace” in Arena. Via Crucis tra arte e fraternità

Torna per il quarto anno la “Chiamata alla pace”, la Via Crucis del Venerdì Santo che unisce fede, arte e impegno civile, in programma il 3 aprile alle 20.45 davanti all’Arena di Verona. Promossa dalla diocesi insieme al Comune e alla Fondazione Arena, l’iniziativa si propone come “controtestimonianza” in un tempo segnato dai conflitti. “L’Arena di pace è quasi un ossimoro – afferma il vescovo Domenico Pompili – ma proprio per questo diventa provocazione: in un contesto in cui la narrazione è sempre più bellicista, siamo chiamati a rilanciare la pace come opera artigianale che nasce dal basso”. Un invito rivolto a tutti, senza distinzioni, per “alzare l’asticella dell’attenzione” e non rassegnarsi alla guerra.
L’edizione 2026, nell’ottavo centenario della morte di san Francesco, avrà come filo conduttore la spiritualità francescana. I testi, curati da don Martino Signoretto, proporranno dialoghi e meditazioni ispirati al santo di Assisi, mettendo in luce il legame con il Crocifisso e la tradizione delle quattordici stazioni. “Viviamo un tempo complesso – osserva il sindaco Damiano Tommasi – in cui si pensa a quanto dureranno le guerre più che a evitarle. Dobbiamo disarmare parole e atteggiamenti e diventare costruttori di pace nelle relazioni quotidiane”. Alla celebrazione contribuiranno musica e arti: il coro delle voci bianche della Fondazione Arena, con 38 bambini, eseguirà brani simbolici, affiancato dalla band cristiana Ra.Dio.Luce e da attori e consacrati. Previsti spazi dedicati a giovani, anziani e persone fragili; accesso libero e diretta su Telepace.

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