Diocesi: mons. Leuzzi (Teramo-Atri) ai giovani, “Moderno sì, ma protagonista e non spettatore”

(Foto diocesi Teramo-Atri)

“Un messaggio tradizionale, anche di grande valore religioso, rischia di essere emarginato. Ma perché ciò accade anche per l’evento della resurrezione? Perché non si conosce la società moderna. Può sembrare paradossale, ma è così!”. Queste le parole di mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo di Teramo-Atri, contenute nella lettera mensile ai giovani di aprile 2026, dedicata al significato della Pasqua nel tempo presente. Il vescovo sottolinea come oggi “la notizia non suscita nel mondo contemporaneo un grande interesse” e invita a interrogarsi sul rapporto tra fede e modernità “Dire ‘mondo moderno’ non significa mondo del progresso. Il progresso può essere anche anti-moderno”. Al centro della riflessione l’evento della croce e della risurrezione: “Può un Dio che sale sulla Croce essere l’anima di un mondo che cammina con la gioia di progredire e di non tornare indietro?”. Mons. Leuzzi richiama quindi i giovani a una responsabilità personale e comunitaria: “Gesù è salito sulla Croce perché possiamo e dobbiamo crescere!” e “Siamo nati per essere protagonisti, come vi ricorda frequentemente Papa Leone XIV, e non spettatori”. Una chiamata a vivere la modernità in modo attivo: “Crescere, non lasciarsi crescere! È la vera modernità”. Guardando alla Pasqua, il presule ricorda il rinnovo delle promesse battesimali e conclude con un invito: “Moderno sì, ma protagonista e non spettatore! Non da solo, ma con il Risorto”.

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