La Chiesa del Messico, attraverso una nota della presidenza della Conferenza episcopale (Cem) esprime “il suo profondo dolore e la sua unione con il Patriarcato latino di Gerusalemme e la Custodia di Terra Santa, di fronte all’impossibilità di celebrare la santa messa della Domenica delle Palme nella chiesa del Santo Sepolcro, a Gerusalemme, fatto che ferisce la libertà religiosa e la sensibilità di milioni di fedeli nel mondo, all’inizio della Settimana Santa”.
Prosegue la nota: “In comunione con il Patriarcato latino di Gerusalemme, la Custodia di Terra Santa e il Santo Padre Leone XIV, ci uniamo all’appello urgente per fermare la violenza, rigettare l’uso della religione come giustificazione del conflitto e riconoscere in ogni essere umano un fratello. Come ha ricordato il Papa, la violenza genera solo altra violenza, e il cammino della pace passa attraverso la misericordia, il rispetto e il riconoscimento dell’altro. Dalla nostra realtà in Messico, dove la Chiesa lavora attivamente per la costruzione della pace, il dialogo e la riconciliazione, questo avvenimento ci interpella e ci spinge a rinnovare il nostro impegno per una cultura dell’incontro. Crediamo fermamente che la pace non si costruisca dall’imposizione o dalla violenza, ma dal rispetto, dalla giustizia, dal dialogo e dalla fraternità”.
Concludono i vescovi: “Ci uniamo alla supplica della Chiesa in Terra Santa, affinché cessino gli scontri, sia rispettata la libertà religiosa e si assista con carità chi soffre le conseguenze della guerra”.