“Nella Settimana Santa siamo chiamati a intraprendere un più vigoroso cammino per essere germi viventi della luce nuova della Risurrezione, che da noi si riverbera in tutto il mondo a cominciare dalle persone che abbiamo vicino”. Lo ha affermato ieri il vescovo di Terni-Narni-Amelia, mons. Francesco Antonio Soddu, nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto in cattedrale per la Domenica delle Palme.
Il presule ha ricordato come la Pasqua sia “il segno di una vita nuova per noi e per tutto il mondo, in cui si è resi partecipi del mistero della croce per aver parte alla resurrezione e alla vita eterna”. Rivolgendosi poi ai tanti ragazzi presenti, mons. Soddu ha sottolineato l’importanza di essere vicini a Gesù: “Per comprendere ciò che Dio ci vuol dire dobbiamo e leggere e conoscere la Parola di Dio, aprirci all’incontro con Gesù, essere suoi discepoli. La Parola di Dio che abbiamo ascoltato, la dobbiamo ripetere con tutta la vita, con gesti concreti. La domenica delle palme ci insegna che non possiamo passare dalla festa osannante nell’accogliere Gesù e poi ripudiarlo e far finta che non esista nella nostra vita”. “Anche nel tradimento – ha spiegato il vescovo – Gesù perdona e ama, e continua sino alla croce che è il segno più grande del suo amore per noi. Noi dobbiamo essere la presenza di Dio nel mondo, nella solidarietà e nell’amore per gli altri, essere umili e misericordiosi. Il racconto del Vangelo dice che le persone stendono i rami d’ulivo, segno della presenza benedicente di Dio, per noi oggi stendere i rami d’ulivo significa impegnare la nostra vita perché sia benedetta, seguendo il Vangelo di Gesù e percorrere così la via della salvezza”.