Tre parole per descrivere il contributo della Chiesa al progetto di vita delle persone con disabilità. Le ha proposte don Gianluca Marchetti, sottosegretario della Cei, nella sessione conclusiva del 5° Convegno nazionale del Servizio nazionale Cei per la pastorale delle persone con disabilità, a Bergamo. La prima è fede: “Siamo fratelli, figli di uno stesso Padre, e alla fine è la cosa più rivoluzionaria che c’è. Non conta quello che sei: siamo fratelli e io mi prendo cura di te”. La seconda è prossimità: “Il progetto di vita è una rivoluzione, un cambiamento culturale che non è ancora passato. Passare dall’assistenza al protagonismo è una sfida. Il progetto di vita non lo costruisci da solo: deve significare che c’è qualcuno accanto a te”. La terza parola è Bergamo: “Quello che a volte dimentichiamo è ciò che avviene in posti come questo convegno. La cosa meravigliosa è vedere quanto bene c’è”. Don Marchetti ha concluso con una quarta parola: “Grazie”.