“La persona non è un posto da collocare, ma una presenza da riconoscere”. È la tesi centrale di Francesco Cannella, coordinatore nazionale dell’Aris (Associazione religiosa istituti socio sanitari) per i disturbi del neurosviluppo, nell’approfondimento sul progetto di vita nei servizi per l’abitare al 5° Convegno nazionale del Servizio nazionale Cei per la pastorale delle persone con disabilità, a Bergamo. Cannella ha proposto tre criteri fondamentali su cui costruire i servizi residenziali: essere, appartenere, divenire. Ha distinto autonomia da autosufficienza: “L’autonomia non è autosufficienza. È libertà possibile, scelta, iniziativa e responsabilità dentro una rete di sostegno”. Allo stesso modo, “l’inclusione non è semplice collocazione esterna, ma partecipazione reale a relazioni, luoghi, tempi e scambi sociali non artificiali”. La misura di un servizio, ha concluso, “non è solo quanto protegge, ma quanto rende possibile: essere, appartenere, divenire”.