Medio Oriente: Valastro (Cri) “tragico momento di deriva, riportiamo l’umanità al centro di tutto”

“Riportiamo al centro di tutto l’umanità e alleviamo le sofferenze di chi si trova in difficoltà”. Questo è l’appello di Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, che, preoccupato dall’escalation del conflitto in Medio Oriente, dichiara: “Ci sono ovunque persone che fuggono, fra cui molti bambini, ci sono morte e distruzione. Il sistema sanitario è al collasso, le condizioni igieniche precarie, l’accesso all’acqua e, più in generale, agli aiuti è limitato. I team della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa continuano a supportare le comunità colpite, nonostante condizioni estremamente difficili. Compiono operazioni di ricerca e salvataggio, forniscono primo soccorso e assistenza medica d’emergenza. Scavano tra le macerie alla ricerca di sopravvissuti, offrono supporto psicosociale, distribuiscono beni di prima necessità. Ma la crisi umanitaria è sempre più grave”. “Siamo davanti ad un conflitto che non risparmia nessuno: la popolazione civile, i presidi sanitari, le scuole, sono bersaglio di attacchi. Lo sono anche gli operatori umanitari del nostro Movimento che, con dedizione e coraggio, sono impegnati quotidianamente a salvare vite”, aggiunge ricordando gli oltre 700.000 sfollati in Libano”. Valastro ricorda Youssef e Hamidreza, due colleghi della Croce Rossa libanese e della Mezzaluna Rossa iraniana, uccisi in servizio, mentre prestavano cura, conforto, aiuto a chi soffre. “Sono 7 gli operatori della Croce Rossa morti da inizio anno in zone di conflitto, in quelle terre dove regnano violenza e disumanità. La popolazione civile, le strutture sanitarie e gli operatori umanitari non sono un bersaglio – ribadisce Valastro -. Non ci stancheremo mai di dirlo. Anche le guerre hanno delle regole – conclude – e devono essere rispettate. Sempre. Senza eccezioni. In questo tragico momento di deriva, in cui la vita e la Dignità umana sembrano non aver più valore, in cui l’odio e la violenza rischiano di cancellare le Convenzioni di Ginevra e il Diritto Internazionale Umanitario, noi siamo qui a ribadire ancora una volta che non ci volteremo mai dall’altra parte davanti a tanto dolore, che non lasceremo solo nessuno”.

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