La comunità di Milis, nella diocesi di Oristano, si prepara al solenne rito della dedicazione della chiesa parrocchiale e del nuovo Altare. Domani, infatti, a presiedere la celebrazione sarà l’arcivescovo, mons. Roberto Carboni. Un evento particolarmente importante perché – secondo quanto riportano gli archivi parrocchiali – questa antica chiesa, pur risalendo al XVI secolo, non è mai stata ufficialmente dedicata.
Il rito arriva al termine di un ampio intervento di restauro e di adeguamento liturgico che ha interessato l’intero edificio sacro, restituendo alla comunità un luogo “rinnovato nella bellezza, più pienamente conforme al significato liturgico degli spazi, ma profondamente rispettoso della sua storia così antica”, spiega il parroco don Antonello Angioni. I lavori sono iniziati il 7 gennaio 2026 e si sono conclusi qualche giorni fa. Tutti i lavori, sia interni sia esterni, sono stati progettati dall’architetto Maria Grazia Serra, che ha guidato, in dialogo con mons. Carboni, il consiglio pastorale parrocchiale e la Soprintendenza dei Beni Culturali, il processo di riqualificazione “con grande attenzione alla storia e all’identità della chiesa”. Gli interventi esterni sono stati realizzati grazie a un finanziamento congiunto tra la Regione Sardegna e il Comune di Milis, con una partecipazione economica suddivisa al 50% tra i due enti. I lavori sono stati eseguiti dalla ditta Trowel. Diversa la situazione per gli interventi interni, che hanno richiesto una spesa più consistente e sono stati interamente sostenuti dalla parrocchia. “Si tratta del frutto di quasi quattro anni di impegno, sacrifici e risparmi da parte della comunità”, sottolinea il parroco. I lavori hanno interessato innanzitutto l’esterno della chiesa, rinnovato il colore della facciata e sono state realizzate nuove copertine, poiché quelle antiche “risultavano ormai fortemente erose dal tempo. Anche la croce sommitale è stata oggetto di riqualificazione. Un particolare significativo della facciata è l’antico architrave sopra il portone centrale, sul quale è inciso il monogramma IHS (Gesù Salvatore degli uomini). Poiché la scritta sta progressivamente scomparendo a causa del tempo, si è voluto riproporre questo stesso simbolo anche nel nuovo altare”. “Cuore” del rinnovamento liturgico è il nuovo altare di marmo di Carrara, progettato con “una simbologia semplice ma significativa. Sul lato rivolto al celebrante è incisa una croce latina: al suo interno verranno collocate le reliquie di San Carlo Acutis e di San Sebastiano”, aggiunge don Angioni. E’ stata inoltre realizzata la cappella del Santissimo Sacramento, recuperando il vecchio tabernacolo dell’altare maggiore. Tra gli interventi di recupero più significativi vi è la ricollocazione delle antiche acquasantiere, ritrovate tra i marmi smontati negli anni Ottanta e oggi restaurate e riportate in chiesa. Anche il fonte battesimale è stato restaurato e ricollocato all’ingresso, nella posizione originaria. “Un ulteriore segno di grazia accompagna questo evento: dal 18 al 25 marzo, per concessione di Papa Leone XIV, la parrocchiale di Milis diventerà come una chiesa giubilare. Attraversando la porta della chiesa, partecipando al rito di dedicazione e secondo le condizioni stabilite dalla Chiesa, i fedeli potranno ottenere l’indulgenza plenaria per sé e per i propri defunti”, evidenzia ancora il sacerdote informando che la celebrazione di domani sarà preceduta, questa sera,. da una veglia di preghiera nella chiesa di Santa Vittoria, durante la quale verranno accolte le reliquie dei santi Sebastiano e Carlo Acutis mentre la presentazione ufficiale dei lavori avverrà sabato 28 marzo, alla vigilia della Domenica delle Palme.