Venezuela: Via Crucis assieme a familiari dei detenuti davanti alle carceri di Caracas. Padre Infante (Gesuiti), “momento di dolore ma soprattutto di speranza”

Un gruppo di religiose, religiosi, consacrati e laici, a Caracas, celebra, in questi giorni, la Quaresima, con una Via Crucis itinerante davanti ai cancelli dei diversi centri penitenziari di Caracas, dove si trovano ancora dei detenuti politici, nonostante la legge di amnistia e la scarcerazione, giorno dopo giorno, di centinaia di persone. L’attività, chiamata “Quaresima della solidarietà”, è stata organizzata dalla Commissione Giustizia e Pace della Conferenza venezuelana dei religiosi e delle religiose (Conver), e dal Comitato dei familiari e degli amici per la liberazione dei prigionieri politici (Clippve). Padre Alfredo Infante, superiore provinciale della Compagnia di Gesù in Venezuela, descrive l’esperienza, a radio Fe y Alegría, come “un momento profondo di fede e di sentirci connessi con Dio, come comunità, e specialmente connessi con i prigionieri politici che erano dall’altra parte del muro”. La prima tappa si è svolta nella prigione di El Rodeo I, dove i partecipanti al pellegrinaggio sono stati testimoni del ricongiungimento di un militare detenuto per motivi politici, appena liberato grazie all’applicazione della legge di amnistia, con i suoi figli. “È stata una scena commovente e piena di speranza”, ha commentato padre Infante. “Credo che se queste situazioni tirano fuori il meglio di noi, camminiamo verso una vera Pasqua nel nostro Paese”, ha proseguito, pur riconoscendo che “questo tipo di giornate lasciano dentro di noi un sapore agrodolce, amaro per il dolore di un Venezuela prigioniero dietro queste mura, per vedere dei familiari che, in mezzo alle avversità e all’angoscia, sono lì con tanta sofferenza. E dolce, anche perché contemplare queste testimonianze di forza, di fede, di quella forza interiore che si comunica in questi spazi dà molta speranza”.

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