Commissione teologica internazionale: “la vita dell’essere umano è vocazione”, risposta alle derive del transumanesimo

“Questo ci rimanda a una verità elementare e fondamentale, che oggi abbiamo bisogno di riscoprire in tutta la sua bellezza: la vita dell’essere umano è vocazione. Non dimentichiamolo: la dimensione antropologica, che soggiace ad ogni chiamata nell’ambito della comunità, ha a che fare con una caratteristica essenziale dell’essere umano in quanto tale: quella, cioè, che l’uomo stesso è vocazione”. A citarlo è il documento “Quo vadis, humanitas?”, pubblicato oggi dalla Commissione teologica internazionale (Cti). Di fronte ai sogni di potenziamento illimitato del transumanesimo, la Cti propone la vita come vocazione come “adeguata comprensione del processo di maturazione dell’identità delle persone e dei popoli”. Il testo denuncia una diffusa “cultura della non vocazione”, in cui “la progettazione del futuro si limita a una logica che riduce il futuro, nel migliore dei casi, alla scelta d’una professione, alla sistemazione economica o all’appagamento di alcuni bisogni”. Il modello antropologico prevalente, si legge nel documento, sembra essere quello della “persona senza vocazione”, il cui impatto è “sentirsi smarriti nel dramma di un’esistenza che non trova significato e che è senza speranze riguardo al futuro”.

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