Commissione teologica internazionale: “si giungerà a un umano eccezionale o a forme di eccezione all’umano autentico?”

“Si giungerà a un umano eccezionale o a forme di eccezione all’umano autentico?” La domanda attraversa il documento “Quo vadis, humanitas?”, pubblicato oggi dalla Commissione teologica internazionale (Cti), dedicato all’antropologia cristiana di fronte alle sfide del futuro dell’umano. Il testo distingue tra transumanesimo – “movimento filosofico” convinto che la scienza e la tecnologia debbano superare i limiti fisici e biologici della condizione umana, “fino a riprogettare l’essere umano per renderlo adatto a dirigersi oltre” – e postumanesimo, che “critica l’umanesimo tradizionale” e arriva a “decostruire il soggetto umano, rendendo del tutto fluido il confine tra l’umano e la macchina”. La Cti individua quattro elementi problematici in questi movimenti: il giudizio negativo sulla condizione umana; il “sogno di un perfezionismo individualista ed elitario”; il rischio di “separazione tra una forma di umanità superiore” e “un’umanità primitiva destinata all’estinzione”; lo “sguardo generalmente negativo sull’esperienza religiosa”. Di contro, il documento richiama la “divinizzazione” cristiana come “esatto opposto dell’auto-deificazione di stampo transumanista”: “Non ci può essere ‘trans’ o ‘post’ che la novità di Cristo non abbia già integrato in anticipo”.

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