Cei: la sala cinema intitolata a Mario Verdone. Mons. Baturi, “la critica apre la strada alla bellezza”

(Foto SIR)

“In questo mondo, in queste ore travagliate da tante cose, abbiamo bisogno soprattutto di bellezza, che restituisce alla vita la sua purezza originaria”. Così mons. Giuseppe Baturi, segretario generale della Cei, in occasione dell’intitolazione della Sala cinema Cei alla memoria dello storico e critico Mario Verdone. La cerimonia si è tenuta ieri sera alla presenza di mons. Davide Milani, presidente della Fondazione ente dello spettacolo, di Massimo Porfiri, amministratore delegato di Tv2000, e dei registi Carlo e Luca Verdone. “La Chiesa – ha aggiunto mons. Baturi – ha sempre avuto a cuore la sua innata educazione alla bellezza. L’idea di critica, e Mario Verdone era un critico che ha scritto per la Chiesa, è quella di usare la ragione dell’uomo nella valutazione dell’opera, liberandola dal soggettivismo del ‘mi piace o non mi piace’. La critica è l’individuazione dei ‘perché’ che diventano criteri di giudizio e aprono la strada alla bellezza”. Mons. Milani ha sottolineato: “Mario Verdone è stato per decenni un ‘augure’ del cinema: ha saputo leggere le immagini in movimento andando oltre la tecnica e oltre la trama. Per questo la ‘Rivista del cinematografo’ ha avuto in lui uno dei collaboratori più illustri e fecondi, dal 1947 al 1967”. E ancora: “Mario Verdone girava i festival di tutto il mondo, mostrava i fermenti della nuova cinematografia e si rivolgeva anche a un genere considerato ‘minore’, il cinema per ragazzi. Intendeva la critica come uno sguardo incarnato: portava la sua fede davanti allo schermo, non come pregiudizio ma come posizione di vita, che gli permetteva di riconoscere nell’immagine qualcosa di profondamente umano”.

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