Yemen: dieci anni dal martirio delle suore Missionarie della Carità

Il 4 marzo 2016, ad Aden, una delle principali città dello Yemen, quattro suore delle Missionarie della Carità - congregazione fondata da Madre Teresa di Calcutta - furono uccise in un attentato terroristico insieme ad altre dodici persone

Il 4 marzo 2016, ad Aden, una delle principali città dello Yemen, quattro suore delle Missionarie della Carità — congregazione fondata da Madre Teresa di Calcutta — furono uccise in un attentato terroristico insieme ad altre dodici persone. Alle otto del mattino un commando jihadista fece irruzione nella casa di cura dove le religiose assistevano anziani abbandonati, aprendo il fuoco. Le suore si chiamavano Annselna, Judith, Margarita e Reginette e provenivano rispettivamente da India, Kenya e Rwanda. Da anni svolgevano il loro servizio nello Yemen, in un contesto segnato da instabilità e violenza.
Il loro sacrificio, si unisce a quello di quanti negli ultimi venticinque anni hanno perso la vita rimanendo fedeli alla chiamata di Dio in situazioni di precarietà.
La loro presenza nello Yemen è stata per quasi cinquant’anni una testimonianza silenziosa e perseverante in una terra segnata dal conflitto. La loro uccisione, pur in un contesto rischioso, fu un evento inaspettato e rappresentò uno shock non solo per la comunità cristiana, ma per l’intero Paese, che aveva imparato a stimare profondamente il loro servizio fatto di carità concreta e discreta. Insieme a loro morirono anche collaboratori musulmani e un cristiano: un sacrificio che rimane segno di una Chiesa sofferente e, più in generale, di un popolo ferito dalla guerra.
Ciò che più colpiva – testimonia chi ebbe l’opportunità di visitarle – era la loro dedizione totale agli anziani e ai disabili, persone di cui nessuno si prendeva cura. La notizia dell’attentato lo raggiunse improvvisamente, lasciando un senso di sgomento e di impotenza, anche per l’impossibilità di intervenire o di stabilire contatti immediati.
La loro offerta ricorda al popolo di Dio che il martirio non appartiene soltanto ai primi secoli del cristianesimo, ma attraversa tutta la storia della Chiesa e continua anche oggi, spesso senza clamore. La testimonianza di questi cristiani non fa rumore, ma rimane efficace per chi sa coglierne il significato. La loro fedeltà e la loro fiducia in Dio, vissute anche a costo della vita, rappresentano un seme che, pur nascosto, può generare frutti nel tempo, contribuendo alla pace in un mondo segnato da guerre e conflitti civili.

Altri articoli in Chiesa

Chiesa