Solidarietà: Salesiani per il sociale, 14 e 15 marzo in 90 piazze “La Violetta di Don Bosco”, a sostegno dei minori fragili

Il 14 e 15 marzo 2026 torna in tutta Italia “La Violetta di Don Bosco”, l’iniziativa nazionale promossa da Salesiani per il sociale, giunta alla quarta edizione e realizzata in collaborazione con l’Associazione dei Salesiani Cooperatori della Regione Italia, Medio Oriente e Malta. Saranno oltre 90 le piazze, gli oratori, le parrocchie e i centri locali coinvolti lungo la Penisola, dove volontarie e volontari offriranno la tradizionale piantina di violetta per sostenere i bambini e i ragazzi delle ‘Case famiglia’ e dei Centri diurni. L’iniziativa, spiegano i promotori, “punta a rafforzare i progetti educativi dedicati ai minori in difficoltà e alle loro famiglie, mobilitando comunità locali e realtà educative attorno a un obiettivo comune: offrire opportunità concrete di crescita a chi vive situazioni di fragilità sociale ed educativa”. La quarta edizione si arricchisce della collaborazione con i Salesiani Cooperatori. “Quando la rete si unisce, nessun giovane resta ai margini. La Violetta di Don Bosco non è soltanto un grande evento di piazza – dichiara don Francesco Preite, presidente nazionale di Salesiani per il sociale –. È il segno concreto di una rete che cresce e si riconosce unita nella responsabilità verso i minori più fragili”. La rete si esprime attraverso comunità educative, centri diurni, oratori, percorsi di inclusione sociale, sostegno scolastico e accompagnamento personalizzato, nel solco dell’eredità educativa di Giovanni Bosco. “Scegliere la Violetta di Don Bosco – concludono i promotori – significa compiere un gesto semplice ma concreto di solidarietà, contribuendo direttamente ai percorsi educativi dedicati ai ragazzi più vulnerabili. Perché nessun giovane si senta solo”. Salesiani per il sociale (www.salesianiperilsociale.it) raggiunge ogni anno oltre 100mila beneficiari, offrendo protezione e supporto attraverso una rete attiva in più di 600 realtà territoriali in tutta Italia, con 97 servizi socioeducativi, tra cui 33 Case famiglia e 45 Centri diurni, dove équipe multidisciplinari, composte da educatori e psicologi, garantiscono una presenza continua, offrendo ascolto, stabilità e punti di riferimento.

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