Le parrocchie scivolano nella classifica delle preferenze dei giovani. È uno dei dati citati l’altro giorno in una inchiesta del “Corriere” sui giovani e l’attività politica e sul loro coinvolgimento nelle attività sociali. In particolare, vengono citati i risultati di due studi dell’Istat relativi al 2024 e diffusi dall’Istituto negli ultimi mesi dello scorso anno. Tra l’altro, si evidenzia che poco più di 16 ragazzi su 100 partecipano a iniziative o incontri promossi dalle parrocchie o in altri ambiti religiosi, mentre il doppio sceglie un’attività sportiva. Nel 2013, invece, le parrocchie erano al primo posto.
In questi ultimi anni, quindi, c’è stata una lenta, crescente disaffezione da parte dei più giovani (e delle loro famiglie) nei confronti delle tradizionali attività parrocchiali. Un dato peraltro già emerso negli incontri promossi nelle tappe della visita pastorale alle Up. È vero, ci sono ancora in diocesi oratori molto frequentati e non mancano segnali positivi in associazioni come l’Ac. Ma il problema esiste. Come riavvicinare i ragazzi alle parrocchie? È una delle sfide che la Chiesa di Casale deve affrontare. Anche perché sono proprio i ragazzi e i giovani il suo futuro.
(*) direttore de “La Vita Casalese”

