Sanremo 2026: via al Festival, città in festa tra busker, green carpet e attesa per Big e giovani

Il Festival di Sanremo 2026 prende il via in una città già trasformata in arena musicale a cielo aperto. Tra busker nei carruggi, fuochi al Porto Vecchio, green carpet e fan accorsi da tutta Italia, cresce l’attesa per i Big, le Nuove Proposte e gli ospiti attesi sul palco dell’Ariston

(Foto ANSA/SIR)

(Sanremo) Il Festival inizia oggi, ma la festa è iniziata da tempo. Sanremo è una vera e propria arena musicale a cielo aperto in queste ultime settimane: carruggi, lungomare, piazze, ogni angolo della città risuona sulle note dei brani delle settantacinque edizioni. In stile karaoke, attrezzati di impianto portatile, oppure accompagnati da ogni genere di strumento, persino un contrabbasso, gli artisti di strada sfoggiano un repertorio sanremese sconfinato. Da “Balorda nostalgia” (Olly, ultimo vincitore) a “Perdere l’amore” (Massimo Ranieri trionfò nel 1988), passando per chicche come “Replay” (Samuele Bersani, 2012), i busker accontentano tutti i gusti. Sia in pieno giorno, al sole dolce della Liguria nonostante febbraio, sia a tarda sera, sotto le mille luci vivaci del centro. Alle loro spalle, diventano scenografie perfette le vetrine allestite a tema: 45 giri originali, note musicali di cartone, fiori freschi, fotografie dei protagonisti presenti e passati.

Organizzazione collaudata. La macchina organizzativa è collaudata e funziona già a pieno ritmo. Dopo Area Sanremo, spazio dedicato ai giovani talenti che sabato ha aperto la serie di eventi nel centro cittadino, la settimana del Festival è stata inaugurata ufficialmente domenica con gli spettacolari fuochi d’artificio al Porto Vecchio: in un baleno caleidoscopico, il golfo si è trasformato all’imbrunire nel palcoscenico più spettacolare. Ieri sera il colpo d’occhio di via Matteotti gremita in occasione del green carpet (“verde” grazie alla sostenibilità ambientale) era mozzafiato: incollati da ore alle transenne per accaparrarsi un posto in prima fila, i fan hanno potuto salutare i trenta Big e le quattro Nuove Proposte che sfilavano in passerella. Stamattina la via dove si trova l’Ariston – decorata dalle targhe celebrative di tutti i vincitori del Festival, alle quali si aggiungerà a breve il nome più votato del 2026 – è meno affollata, ma gli addetti alla sicurezza prevedono che nel primo pomeriggio sarà gremita. L’entusiasmo generale è comunque contagioso: le chiacchiere allegre aggregano, i ritornelli rimbalzano di gioia e, insieme, suscitano grandi sorrisi anche in chi sembra circolare nell’area dedicata alla Sanremo mania per altri motivi e passa indifferente o indaffarato.

I fan in attesa. È arrivata alle 8 e non intende arretrare di un centimetro la dozzina di studentesse e studenti dell’università di Genova. Dice la portavoce Sofia: “Le preferenze si spalmano su tre artisti: Fulminacci, Dargen D’Amico e Tommaso Paradiso. Li abbiamo visti in concerto e ci hanno emozionato per l’intensità dei loro testi”. Nonna Valeria, (“ammiro Patty Pravo dall’epoca del Piper, sarebbe un sogno abbracciarla, festeggia 60 anni di carriera!”), accompagna le nipoti Emma e Rosa, gemelle ventenni: “Veniamo da Torino e il nostro cuore batte per Michele Bravi, così sensibile e profondo”. Non mancano intere famiglie. Una, partita da Cesena prima dell’alba “per stringere la mano a J-Ax, Levante ed Enrico Nigiotti: mettono d’accordo le generazioni e danno spunti interessanti per confrontarci” spiega papà Alberto, 58 anni, impegnato a scartare dall’alluminio una piadina doc. I campani Salvatore e Alessandro, colleghi in un supermercato, seguono dal primo album la rock band tutta al femminile Bambole di pezza, “dimostrazione che le ragazze hanno grinta da vendere e sanno suonare meglio dei maschi”. Alle fotografie resistono gli autografi: sfodera orgoglioso un’agendina rossa con diverse pagine già riempite di firme lo svizzero Tom, 23 anni, operaio di Lugano: “Ho atteso ore davanti all’hotel per Samurai Jay, ma ne è valsa la pena, si è fermato a chiacchierare. Super gentile, non mi ha deluso”.

Il volto giovane. C’è grande attesa anche per la categoria dei giovani artisti – Nicolò Filippucci a cori non ha rivali – e per chi non è in gara. A cominciare dalla Laura nazionale (e internazionale: Pausini ha conquistato cinque Grammy, di cui quattro Latin, un Golden Globe e un Billboard Icon Award), che dividerà il palco con Carlo Conti fino a sabato, e Max Pezzali, sulla nave da crociera per le cinque serate live “Max Forever – The Party Boat”. Giulietta e il figlio Leonardo, da Crema, hanno deciso di godersi “per la prima volta dal vivo lo show, alla tv è il nostro appuntamento fisso. Adoro Tiziano Ferro, super ospite tra poche ore, poi vorrei vedere Arisa e Malika Ayane, due voci fantastiche assenti dal 2021. Se dovessi scommettere, punterei sulla vittoria di Serena Brancale, trascinata dal successo incredibile del 2025” spiega la mamma. A Leonardo, invece, interessano “Nayt, sono curioso di ascoltare un rapper classico in questo ambiente particolare, Mara Sattei, Chiello ed Elettra Lamborghini. Senza dimenticare Fedez e Marco Masini, perché mi avevano colpito nel duetto dell’anno scorso”. Un folto gruppo di donne di età trasversale non vede l’ora di fare un selfie con Sandokan Can Yaman – la star turca delle fiction, recente Sandokan, sarà co-conduttore stasera – mentre Achille Lauro, a fianco di Conti domani, è l’idolo incontrastato delle teenager, ormai abituate a pedinamenti da fare invidia ai migliori agenti segreti. Tra le tante, tantissime, Mia, Martina ed Emma, trio barese pronto a mostrargli un gigantesco striscione d’amore dipinto a mano: “Speriamo di srotolarlo al momento giusto e rubargli un sorriso o, meglio, un bacio. Nessuno ha il suo carisma, la sua bellezza e la sua eleganza. Se lo incrocia, può mettere una buona parola per noi?”.

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