Una strategia per intensificare il sostegno alle regioni orientali dell’Ue che confinano con Russia, Bielorussia e Ucraina è stata presentata oggi a Bruxelles: Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania e Bulgaria sono i Paesi target perché portano il peso delle ricadute dell’invasione Russa in Ucraina: guerra ibrida, migrazione, perturbazioni economiche e commerciali, declino demografico. Lo sforzo dell’Ue nel sostenere la regione c’è stato fin da subito ma “le condizioni economiche e di sicurezza in queste regioni continuano a peggiorare a causa della guerra in corso”, dice l’esecutivo europeo. Da qui è nato un piano di azioni in cinque aree prioritarie: sicurezza e resilienza (con l’iniziativa europea di difesa con droni, lo scudo aereo europeo e lo scudo spaziale europeo), crescita e prosperità grazie allo strumento finanziario EastInvest, connettività digitale e delle reti di trasporto, situazione demografica e spopolamento, energia e industria. Un dialogo politico annuale ad alto livello servirà a orientare le azioni, a partire dal 26 febbraio 2026, quando verrà varato il Fondo EastInvest. Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo per la Coesione, presentando il piano oggi ha spiegato che esso è stato elaborato “insieme ai territori e alle loro comunità per garantire che rimangano luoghi vivaci in cui vivere, lavorare, crescere e rimanere competitivi”. Il rafforzamento di queste regioni di confine, ha sottolineato Fitto, “è un investimento strategico per la sicurezza, la stabilità, la coesione e la competitività dell’Europa”.