Leone XIV: messa delle Ceneri, “sentire il peso di un mondo che brucia, di intere città disintegrate dalla guerra”

“Sentire nelle ceneri che ci sono imposte il peso di un mondo che brucia, di intere città disintegrate dalla guerra: le ceneri del diritto internazionale e della giustizia fra i popoli, le ceneri di interi ecosistemi e della concordia fra le persone, le ceneri del pensiero critico e di antiche sapienze locali, le ceneri di quel senso del sacro che abita in ogni creatura”. È l’invito del Papa, nella parte centrale dell’omelia della messa delle Ceneri, presieduta nella basilica di Santa Sabina all’Aventino. “Dov’è il loro Dio?, si chiedono i popoli”, ha proseguito Leone XIV: “Ce lo chiede la storia, e prima ancora la coscienza: chiamare per nome la morte, portarne su di noi i segni, ma testimoniare la risurrezione. Riconoscere i nostri peccati per convertirci è già presagio e testimonianza di risurrezione: significa infatti non fermarci fra le ceneri, ma rialzarci e ricostruire. Allora il Triduo pasquale, che celebreremo al culmine del cammino quaresimale, sprigionerà tutta la sua bellezza e il suo significato”. L’esempio citato è quello dei “martiri antichi e contemporanei, pionieri del nostro cammino verso la Pasqua, di cui ormai il mondo intero è disseminato”. “Riconoscere luoghi, storie e nomi di chi ha scelto la via delle Beatitudini e ne ha portato fino in fondo le conseguenze”, l’invito papale: “Una miriade di semi che, anche quando sembravano andare dispersi, sepolti nella terra hanno preparato la messe abbondante che tocca a noi raccogliere”. “La Quaresima, liberandoci dal voler essere visti a tutti i costi, ci insegna a vedere piuttosto ciò che nasce, ciò che cresce, e ci sospinge a servirlo”, ha concluso il Papa: “È la sintonia profonda che nel segreto di chi digiuna, prega e ama si stabilisce col Dio della vita, il Padre nostro e di tutti. A Lui riorientiamo, con sobrietà e con gioia, tutto il nostro essere, tutto il nostro cuore”.

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