“Con il Mercoledì delle Ceneri, il 18 febbraio, inizia il cammino quaresimale che ci conduce fino alla Pasqua, domenica 5 aprile. È il tempo più prezioso dell’anno cristiano: un tempo che ci prepara e ci accompagna verso un rinnovato incontro con Gesù Risorto”. Con queste parole mons. Corrado Melis, vescovo della diocesi di Ozieri, introduce il suo messaggio per l’inizio della Quaresima, indicando nella Pasqua la meta che “conferisce senso e valore a tutto il cammino quaresimale”. Il presule ricorda che la Quaresima “non nasce da noi né dalle nostre iniziative spontanee”, ma è un tempo che interpella la libertà di ciascuno, chiamato a non rimanere prigioniero delle proprie abitudini e fragilità. È un itinerario che invita a “rientrare in noi stessi: a essere veri, a imparare ad amare, a ritrovare ciò che conta davvero”, superando scoraggiamento e rassegnazione. Anche quando si è tentati di pensare: “In fondo, a che serve? Tutto resta uguale!”, la Quaresima – sottolinea il vescovo – riapre alla fiducia, perché siamo “amati e perdonati da un Dio che non smette di attenderci”. “Dipende da noi cambiare o restare quelli di prima”, scrive mons. Melis, evidenziando la responsabilità personale davanti alla possibilità di “bruciare i difetti oppure conservarli”. Un cambiamento che non è solo individuale ma ha una ricaduta sociale: “Cambiamo noi, perché cambi il mondo”, afferma, in un contesto segnato da violenza e aggressività. Tra le indicazioni concrete, l’invito a ritagliare ogni giorno uno spazio per il Vangelo e la preghiera, ad accostarsi alla riconciliazione – “la confessione è il sacramento della misericordia” – e a vivere digiuno ed elemosina come esercizi di libertà. “La penitenza non è una pillola che ci libera dalla sofferenza, ma una sorgente di forza e di coraggio”, ricorda il vescovo, definendo la Quaresima “un tempo donato per fermarci e rientrare in noi stessi”, quaranta giorni “non come un peso, ma come un’opportunità” per riscoprire Cristo e camminare verso la Pasqua con cuore rinnovato.