Quaresima: mons. Aloise (Rossano), “questo tempo santo ci trova segnati da prove che non possiamo né vogliamo dimenticare”

“Questo tempo santo ci trova segnati da prove che non possiamo né vogliamo dimenticare. Le comunità delle nostre parrocchie colpite dall’esondazione del Fiume Crati portano ancora negli occhi e nel cuore le immagini dell’acqua che invade, che sconvolge, che strappa via sicurezze e fatiche di una vita. Molte famiglie stanno vivendo giorni di fatica, di incertezza, di ricostruzione lenta e dolorosa. A tutti loro giunga la vicinanza affettuosa dell’intera diocesi”. Lo scrive l’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Maurizio Aloise nel messaggio per la Quaresima facendo riferimento alle recenti alluvioni che hanno causato diversi danni nel territorio. “Anche noi siamo chiamati ad ascoltare: ascoltare la Parola di Dio, che illumina e sostiene; ma anche ascoltare il grido di chi soffre, di chi ha perso la casa, di chi si sente smarrito. La Quaresima ci educa a non chiudere il cuore, a non distrarci, a non lasciarci assorbire solo dalle nostre preoccupazioni. L’ascolto vero genera prossimità, e la prossimità si fa carità concreta”, sottolinea il presule che ricorda il messaggio di Papa Leone XIV che “ci richiama al digiuno, non soltanto come rinuncia al cibo, ma come disciplina del cuore e delle parole”. In questi mesi – scrive l’arcivescovo – abbiamo sperimentato quanto le parole possano ferire o sostenere. Digiuniamo da giudizi affrettati, da polemiche sterili, da linguaggi che dividono. Impariamo a pronunciare parole che edificano, che incoraggiano, che aprono orizzonti di speranza. Il digiuno ci renda più liberi, più solidali, più capaci di condividere”. Per mons. Aloise la Quaresima è anche “un cammino insieme”: “le nostre parrocchie, specialmente quelle duramente provate dall’alluvione, non devono sentirsi sole”. Da qui l’invito ad ogni comunità, ogni gruppo, ogni famiglia a “farsi carico, secondo le proprie possibilità, di un gesto concreto di sostegno: materiale, spirituale, fraterno. Dove l’acqua ha lasciato fango, noi siamo chiamati a lasciare segni di amore; dove è rimasta la paura, siamo chiamati a portare fiducia; dove si avverte scoraggiamento, siamo inviati come testimoni della speranza che nasce dalla Pasqua”. “Nulla – aggiunge – del dolore vissuto andrà perduto se sarà unito alla croce di Cristo. Anzi, proprio dalle ferite può germogliare una fede più essenziale, una comunità più unita, una carità più operosa”. Da qui la richiesta al Signore della grazia di una Quaresima “autentica: un tempo di ascolto profondo della Sua Parola; un tempo di digiuno che purifichi il cuore; un tempo di comunione che renda la nostra diocesi casa accogliente per tutti, specialmente per chi soffre”. “Il Signore, che ha udito il grido del suo popolo – conclude mons. Aloise – ascolti anche il nostro e trasformi la prova in occasione di rinnovamento”. E poi la benedizione a tuti con pensiero “speciale per chi porta ancora i segni dell’esondazione del Crati: non siete soli, la Chiesa cammina con voi”.

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