Ucraina: Caritas Svizzera, proseguono gli aiuti di emergenza alla popolazione e i finanziamenti alle piccole imprese perché possano continuare l’attività

Dal 2022, anno in cui la Russia ha invaso i territori dell’Ucraina, Caritas Svizzera e le sue organizzazioni partner locali hanno sostenuto circa 145.000 persone vittime dell’aggressione russa. Lo sottolinea oggi la Caritas elvetica a pochi giorni dal quarto anniversario dell’inizio della guerra che – lo scorso anno – ha causato la morte o il ferimento di 14.656 civili negli attacchi russi in Ucraina, il 31% in più rispetto all’anno precedente. “Non si prevede una fine dei combattimenti, anzi: i massicci bombardamenti delle zone residenziali e delle infrastrutture energetiche stanno aggravando ulteriormente l’emergenza”, si legge in un comunicato: “È quindi prevedibile un’escalation della situazione anche nel quinto anno di guerra”. “La rinuncia forzata ai beni di prima necessità caratterizza ormai la vita quotidiana delle persone in Ucraina”, afferma Andrea Berardi, direttore nazionale Ucraina di Caritas Svizzera. “Le interruzioni di corrente e le temperature rigide sono una realtà quotidiana per milioni di persone. Allo stesso tempo, la crisi persistente ha rafforzato la coesione sociale e la popolazione trova nuovi modi per adattarsi all’emergenza”, prosegue Berardi, sottolineando che “lo stato di emergenza è diventato la triste normalità”. La sfida per le organizzazioni umanitarie ora è continuare a rispondere ai bisogni acuti, ma allo stesso tempo creare anche prospettive a lungo termine. Caritas Svizzera – prosegue il comunicato – “reagisce a questa realtà con un duplice approccio: oltre agli aiuti di emergenza, fornisce alla popolazione particolarmente vulnerabile un sostegno per generare un reddito proprio. Le piccole imprese ricevono finanziamenti in modo da poter continuare la loro attività, aumentare la produttività o creare nuovi posti di lavoro”. Un’altra priorità di Caritas Svizzera nel 2026 è il potenziamento della rete Caritas locale. Volontari e operatori sociali sono in servizio ogni giorno per alleviare le sofferenze e ridurre i disagi. “Quando le interruzioni di corrente bloccano la fornitura dei servizi di base nelle piccole città e nei comuni vicino al fronte, sono queste squadre che raggiungono gli anziani e i malati cronici”, conclude Berardi: “Portano medicine, organizzano il riscaldamento e si assicurano che nessuno venga dimenticato. Nelle regioni in cui le infrastrutture pubbliche continuano a crollare, questa rete di supporto comunitario è diventata un’indispensabile ancora di salvezza”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa