“L’equità, la giustizia, la sostenibilità non sono soltanto una questione di denaro, sono una questione di comunità, di senso di comunità. La Chiesa c’era prima delle pandemie, dei disastri, delle catastrofi, c’è durante e rimane anche dopo, quando tutti gli attori temporanei sono andati via”. Lo ha affermato mons. Robert J. Vitillo, senior advisor del Dicastero per lo sviluppo umano integrale, intervenendo alla conferenza stampa del workshop internazionale “Healthcare for all. Sustainability and equity”, organizzato dalla Pontificia Accademia per la vita a Roma, dove ha ricevuto il premio “Guardian of Life”. Il presule ha ricordato il suo impegno pluridecennale a fianco dei migranti e dei bambini africani colpiti da Hiv, malaria e tubercolosi. Ha raccontato come, attraverso il coinvolgimento delle aziende farmaceutiche riunite in Vaticano insieme al card. Turkson, si sia riusciti a sviluppare farmaci pediatrici prima inesistenti: “Quando la Chiesa riesce a lavorare insieme agli altri per salvare la vita dei bambini, è un’esperienza meravigliosa”. Mons. Vitillo ha citato il centro My Tan in Vietnam, dove bambini con l’Aids vivevano in strada e oggi “crescono, vanno a scuola e alcuni di loro sono già in età da matrimonio”.