Papa a Regina Pacis: no a “chiusure, invidie gelosie, chi pensa male del proprio fratello è come se lo stesse uccidendo”

“La legge donata da Dio al suo popolo non è in contrasto con la sua libertà, ma al contrario è la condizione per farla fiorire”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della messa presieduta nella parrocchia Regina Pacis a Ostia Lido, la prima parrocchia romana oggetto di una sua visita pastorale dall’inizio del pontificato. “Vedere nei comandamenti del Signore non una legge oppressiva, ma la sua pedagogia per l’umanità che va cercando pienezza di vita e di libertà”, l’invito di Leone XIV, che ha citato l’incipit della Gaudium et spes, che a suo avviso contiene “una delle espressioni più belle del Concilio Vaticano II, in cui si sente quasi palpitare il cuore di Dio attraverso il cuore della Chiesa”. “Questa profezia di salvezza si effonde in modo sovrabbondante nella predicazione di Gesù, che inizia sulle rive del lago di Galilea con l’annuncio delle Beatitudini e prosegue mostrando il senso autentico e pieno della legge di Dio”, ha commentato il Pontefice. Quest’ultima, per Leone, consiste in “una fedeltà a Dio fondata sul rispetto e sulla cura dell’altro nella sua sacralità inviolabile, da coltivare, prima ancora che nei gesti e nelle parole, nel cuore”: “E’ lì, infatti, che nascono i sentimenti più nobili, ma anche le profanazioni più dolorose: le chiusure, le invidie, le gelosie, per cui chi pensa male del proprio fratello, nutrendo sentimenti cattivi nei suoi confronti, è come se nel proprio intimo lo stesse già uccidendo”.

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