Sant’Egidio: Impagliazzo (presidente), “preparare i segni di un mondo nuovo”

Foto Comunità S. Egidio

“Essere la generazione dell’aurora, la generazione cioè che sa guardare e preparare i segni di un mondo nuovo che può sorgere”. Il presidente della Comunità di Sant’Egidio ha ripreso, ieri sera, le parole di papa Leone XIV per parlare del futuro della Comunità in occasione della celebrazione del 58° anniversario nella basilica di San Paolo fuori le Mura. Una celebrazione, presieduta da mons. Vincenzo Paglia – primo sacerdote della Comunità – alla quale hanno partecipato circa 5mila persone.  Recentemente – ha detto Impagliazzo – papa Leone, “cui va il nostro più affettuoso saluto, ha dato una prospettiva molto bella ai cristiani e alle comunità dicendo: ‘Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora’”. Così “vedo il futuro della nostra Comunità: casa accogliente che allarga gli spazi di speranza in tanti luoghi della città e del mondo. Comunità che sono case di pace a Roma e nel mondo. In questa Chiesa di Roma che ci è madre, immaginiamo il futuro di Sant’Egidio: generazione dell’aurora di un mondo nuovo, libero dalla guerra, dalla povertà e dall’esclusione”. In tanti anni di servizio al Vangelo – ha aggiunto salutando i partecipanti e ringraziando per la presenza – abbiamo imparato che se sopravvive l’amicizia, certamente verrà l’aurora. L’amicizia tra noi, con i poveri, tra le religioni, con i popoli del mondo, con gli ultimi, è più potente di ciò che spesso si crede: è un evento che salva dall’isolamento e dal pessimismo. L’amicizia è il vero rammendo del tessuto strappato del mondo, la strada per essere uniti senza paure. Questa è la nostra forza gentile che vi ringraziamo di condividere nei modi più diversi”.

 

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