Povertà, precarietà lavorativa, disagio abitativo e solitudine incidono sempre più sulla salute mentale. È quanto emerge dal Rapporto “Povertà e salute mentale. Relazione circolare e diritti negati”, che Caritas Italiana presenterà l’11 febbraio a Roma, in occasione della Giornata mondiale del malato.
Il documento evidenzia un peggioramento strutturale del benessere psicologico in Italia, con effetti più marcati su giovani, donne e persone con esperienza migratoria, e denuncia inoltre forti disuguaglianze territoriali nell’accesso ai servizi, il definanziamento della salute mentale e l’indebolimento dei presìdi locali, soprattutto nelle aree più fragili.
All’incontro interverranno esperti, ricercatori e operatori delle Caritas diocesane, che porteranno testimonianze dai territori. Previsto anche l’intervento del card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei.
Nella prefazione al volume, il card. Zuppi richiama la necessità di “una volontà politica stabile, capace di investire risorse, definire standard vincolanti, superare le disuguaglianze territoriali e promuovere una reale presa in carico lungo tutto l’arco della vita”, ricordando che “integrare sociale e sanitario non è un tecnicismo organizzativo, ma una scelta di giustizia e di serietà”. Per don Marco Pagniello, direttore di Caritas italiana, “è urgente contrastare la persistente tendenza a sottovalutare il valore della salute mentale per lo sviluppo complessivo del Paese”, perché “occorre considerarla una responsabilità trasversale, un bene comune in senso pieno, un investimento strategico per la coesione sociale”.