Leone XIV: udienza, no a “letture fondamentaliste o spiritualiste della Scrittura”, non usare “un linguaggio incomprensibile”

“Dio non mortifica mai l’essere umano e le sue potenzialità!”. Lo ha assicurato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in Aula Paolo VI e dedicata ancora una volta alla Dei Verbum. “Se la Scrittura è parola di Dio in parole umane, qualsiasi approccio ad essa che trascuri o neghi una di queste due dimensioni risulta parziale”, il monito di Leone XIV, secondo il quale “una corretta interpretazione dei testi sacri non può prescindere dall’ambiente storico in cui essi sono maturati e dalle forme letterarie utilizzate; anzi, la rinuncia allo studio delle parole umane di cui Dio si è servito rischia di sfociare in letture fondamentaliste o spiritualiste della Scrittura, che ne tradiscono il significato”. Questo principio, per il Papa, vale anche per l’annuncio della Parola di Dio: “se esso perde contatto con la realtà, con le speranze e le sofferenze degli uomini, se utilizza un linguaggio incomprensibile, poco comunicativo o anacronistico, esso risulta inefficace”.

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