Iran: proteste di piazza e minacce dagli Stati Uniti. Toninelli (Ispi), “difficile che la mobilitazione possa produrre un cambiamento”

Luigi Toninelli, Junior Research Fellow, Osservatorio Mena – ISPI, commenta a proposito delle proteste in atto in Iran: “Le proteste in Iran si stanno ampliando, ma restano lontane dall’ampiezza dei movimenti del 2019 e del 2022. I manifestanti faticano a mobilitare ampi strati della popolazione e a esprimere rivendicazioni realmente condivise. Oggi le istanze si articolano su tre filoni principali: la contestazione delle riforme economiche e del deprezzamento della moneta, la richiesta di porre fine alla Repubblica islamica e, in misura minore, il ritorno della monarchia. In questo quadro, appare difficile che l’attuale mobilitazione possa produrre un cambiamento radicale, soprattutto finché gli apparati di sicurezza e lo stato profondo si mostreranno compatti nel difendere il sistema costituito. Nonostante le crescenti difficoltà, Ali Khamenei e l’assetto politico-istituzionale da lui plasmato sembrano ancora saldamente al comando; senza un cambio di passo, le proteste rischiano di ottenere come unico risultato l’indebolimento del fragile governo riformista e mettere ancor più in mostra l’incapacità dell’istituzioni nel far fronte alle molteplici crisi che affliggono il Paese”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa