Venezuela: Costa (Ue), “de-escalation e soluzione basata sul diritto internazionale”. Il caso di Alberto Trentini, detenuto nel Paese

L’Unione europea “segue con grande preoccupazione la situazione in Venezuela” e “chiede una de-escalation e una risoluzione basata sul quadro del diritto internazionale e sui principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite”: lo ha scritto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, ribadendo che “l’Ue continuerà a sostenere una soluzione pacifica, democratica e inclusiva in Venezuela”. E affida agli sforzi dell’Alto rappresentante Kaja Kallas il lavoro per “garantire la sicurezza dei cittadini europei nel Paese, in coordinamento con gli Stati membri”. Si moltiplicano le prese di posizione sull’attacco Usa al Venezuela. Le voci si schierano ora per gli Usa, ora per il rispetto della sovranità venezuelana. Vari gli interventi di leader e di europarlamentari europei (fra cui diversi italiani), che anche in questo caso si dividono come tifoserie.
Nel frattempo il primo ministro olandese Dick Schoof ha dichiarato che il suo governo segue da vicino “gli sviluppi nella regione dei Caraibi e la situazione in Venezuela dopo gli attacchi degli Stati Uniti”. Schoof si riferisce in particolare alla sicurezza nella regione: Aruba, Curaçao e Bonaire fanno parte del Regno dei Paesi Bassi.
Sul versante sudamericano il presidente colombiano Gustavo Petro ha annunciato il dispiegamento dell’esercito alla frontiera con il Venezuela, compresa la disponibilità di aiuti emergenziali “in caso di un ingresso massiccio di rifugiati”.
La situazione in Venezuela riporta all’ordine del giorno il caso di Alberto Trentini, il cooperante italiano detenuto in Venezuela dal 15 novembre 2024. 39 europarlamentari italiani, appartenenti a diverse forze politiche, hanno infatti da tempo sottoscritto un appello per la sua liberazione. “Con uno spirito che guarda alla pace come orizzonte comune rivolgiamo un appello alle autorità della Repubblica Bolivariana del Venezuela”, hanno scritto. “Con rispetto per la sovranità del Paese, ma con altrettanta fermezza nel richiamare i valori universali dei diritti umani, chiediamo un atto di umanità: la liberazione di Alberto Trentini”.

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