Sicurezza sul lavoro. Il Governo interviene con nuove norme

Dopo la tragedia di Firenze il governo interviene con nuove norme per la sicurezza sul lavoro. Sono contenute in un decreto-legge varato dall’ultimo Consiglio dei ministri in cui vengono affrontate anche altre questioni di grande importanza, a cominciare dall’attuazione del Pnrr. Tra le novità in materia di sicurezza sul lavoro, spicca l’introduzione della cosiddetta “patente a crediti” che è “obbligatoria per imprese e lavoratori autonomi che intendano operare nell’ambito di cantieri edili”, come spiega la nota di Palazzo Chigi

Foto Calvarese/SIR

Dopo la tragedia di Firenze il governo interviene con nuove norme per la sicurezza sul lavoro. Sono contenute in un decreto-legge varato dall’ultimo Consiglio dei ministri in cui vengono affrontate anche altre questioni di grande importanza, a cominciare dall’attuazione del Pnrr. Tra le novità in materia di sicurezza sul lavoro, spicca l’introduzione della cosiddetta “patente a crediti” che è “obbligatoria per imprese e lavoratori autonomi che intendano operare nell’ambito di cantieri edili”, come spiega la nota di Palazzo Chigi. La “patente” funziona con un meccanismo a scalare rispetto alla dotazione iniziale di 30 crediti. Per poter operare e per non incorrere nella sanzione amministrativa bisogna averne almeno 15. Molto critiche la Cgil e la Uil, il cui segretario Pierpaolo Bombardieri rileva che in caso di incidente mortale vengono decurtati 20 crediti e, poiché se ne possono recuperare 5 attraverso la partecipazione ad appositi corsi di formazione, il minimo di 15 crediti è troppo facilmente raggiungibile. La Cisl apprezza comunque lo strumento che – sottolinea il segretario Luigi Sbarra – corrisponde nella sostanza a una proposta avanzata nel 2003 dal sindacato di via Po. La ministra del Lavoro, Marina Calderone, lascia intendere che ci saranno margini per adeguare il provvedimento alle necessità concrete. “Dopo 16 anni introduciamo la patente a punti – ha dichiarato al termine del Consiglio dei ministri – e la svilupperemo con il supporto delle parti sociali e le organizzazioni di categoria dell’edilizia, con l’obiettivo di far crescere questo percorso e inserire altre attività”.

Il decreto prevede inoltre “misure in materia di prevenzione e contrasto del lavoro irregolare; misure per il rafforzamento dell’attività di accertamento e contrasto delle violazioni in ambito contributivo; misure di potenziamento del personale ispettivo in materia di lavoro (Ispettorato nazionale del lavoro, Nucleo dei Carabinieri, Inps e Inail) per i controlli relativi alla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro”. Con l’immissione di quasi 800 nuovi ispettori il numero dei controlli dovrebbe aumentare del 40% rispetto allo scorso anno.
Per spingere al rispetto delle regole il decreto vengono introdotte disposizioni di carattere “preventivo-incentivante”. Per esempio, “subordinando l’erogazione di benefici normativi e contributivi all’assenza di violazioni della disciplina in materia di lavoro e legislazione sociale” o stabilendo “una premialità in favore di datori di lavoro che dimostrino comportamenti virtuosi nella gestione dei rapporti di lavoro”. Ma si ripristinano anche le sanzioni penali per le ipotesi di “somministrazione fraudolenta di lavoratori, utilizzazione illecita di lavoratori, somministrazione abusiva con sfruttamento di minori”. Chi aderisce spontaneamente agli obblighi di regolarizzazione avrà diritto a una riduzione delle sanzioni civili, ma non sui debiti per premi e contributi che dovranno essere pagati integralmente.
Nei casi di appalto sarà obbligatorio corrispondere ai lavoratori, anche di eventuali sub appaltatori, un trattamento economico complessivo non inferiore a quello previsto dal “contratto collettivo nazionale e territoriale maggiormente applicato nel settore e per la zona il cui ambito di applicazione sia strettamente connesso con l’attività oggetto dell’appalto”.

I datori di lavoro domestico con Isee non superiore a 6mila euro verranno esonerati dal versamento dei contributi previdenziali e assicurativi (fino a un tetto di 3mila euro annui) in caso di “assunzioni o trasformazioni a tempo indeterminato di contratti di lavoro domestico con mansioni di assistente a soggetti anziani, con un’età anagrafica di almeno ottant’anni, già titolari dell’indennità di accompagnamento”.

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