Diocesi: Albano, al santuario di Santa Maria Goretti apertura del Giubileo passionista. Mons. Semeraro, “la Croce, segno di condivisione delle sofferenze dell’uomo”

“La Croce, spinta dinamica per la vita spirituale, è a fondamento della vita della Chiesa. Allo stesso tempo, è segno della condivisione delle fragilità dell’uomo di oggi come di quelle degli uomini del tempo di san Paolo della Croce”: sono parole di mons. Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione della cause dei santi e amministratore apostolico della diocesi di Albano, che ha presieduto domenica la messa di apertura del Giubileo per i 300 anni di fondazione della congregazione passionista, nel santuario di Nostra Signora delle Grazie e Santa Maria Goretti a Nettuno (Rm). “Insieme ai luoghi giubilari legati alla memoria del nostro fondatore, in ogni chiesa passionista si può lucrare l’indulgenza in alcune giornate particolari durante il Giubileo, che si protrarrà fino al 1° gennaio 2022 – riferisce al Sir padre Giovanni Alberti, biografo di santa Maria Goretti e direttore della rivista del santuario di Nettuno –. Lo faremo per il Venerdì Santo, nei giorni delle memorie liturgiche di san Paolo della Croce e di santa Maria Goretti e per la festa della Madonna delle Grazie”. Durante l’anno giubilare sarà inoltre esposta un’icona di san Paolo della Croce in stile bizantino, inaugurata durante la celebrazione con mons. Semeraro. I passionisti sono arrivati a Nettuno nel 1888 per custodire il luogo legato al culto della Madonna delle Grazie. Lo stesso santuario era frequentato dalla piccola Maria Goretti, le cui spoglie oggi riposano nella cripta della chiesa. “A noi è affidata la missione di animare e accogliere i pellegrini – un milione all’anno, prima della pandemia – che arrivano da ogni parte del mondo”, conclude padre Alberti.

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