“Ci stiamo abituando alla violenza, ci rassegniamo ad essa e diventiamo indifferenti”. Lo ha denunciato il Papa, nel messaggio “Urbi et Orbi” dalla Loggia centrale della basilica di San Pietro. “Indifferenti alla morte di migliaia di persone”, ha proseguito Leone XIV: “Indifferenti alle ricadute di odio e divisione che i conflitti seminano. Indifferenti alle conseguenze economiche e sociali che essi producono e che pure tutti avvertiamo”. “C’è una sempre più marcata globalizzazione dell’indifferenza”, il grido d’allarme del Papa, che ha richiamato “un’espressione cara a Papa Francesco, che un anno fa da questa loggia rivolgeva al mondo le sue ultime parole, ricordandoci: ‘Quanta volontà di morte vediamo ogni giorno nei tanti conflitti che interessano diverse parti del mondo!’”. “La croce di Cristo ci ricorda sempre la sofferenza e il dolore che circondano la morte e lo strazio che essa comporta”, ha sottolineato Leone: “Tutti abbiamo paura della morte e per paura ci voltiamo dall’altra parte, preferiamo non guardare. Non possiamo continuare ad essere indifferenti! E non possiamo rassegnarci al male!”. Poi la citazione di sant’Agostino: “Se hai paura della morte, ama la risurrezione!”. “Amiamo anche noi la risurrezione, che ci ricorda che il male non è l’ultima parola, perché è stato sconfitto dal Risorto”, ha commentato il Papa: “Egli ha attraversato la morte per donarci vita e pace: ‘Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi’”.