Via Crucis: tredicesima stazione, “sentire la sofferenza dei carcerati, essere solidali con i prigionieri politici, comprendere i familiari degli ostaggi, piangere i morti sotto le macerie”

“Non dovrebbero mai esserci cadaveri non restituiti e insepolti: non dovrebbero mai le madri, i parenti e gli amici dei condannati essere costretti a umiliarsi davanti all’autorità per vedersi restituire i resti martoriati di un proprio congiunto”. È il commento alla tredicesima stazione della Via Crucis. “Anche il corpo di un morto conserva la dignità della persona e non può essere vilipeso, o occultato, o distrutto, o non restituito, o sprovvisto di regolare sepoltura”, il monito di padre Patton nella sua meditazione: “Non solo il corpo della persona perbene, ma perfino il corpo di un criminale merita rispetto”. “Fa’ che il nostro tempo, che ha perso il rispetto per i vivi, mantenga almeno quello per i morti”, la preghiera finale: “Insegnaci la pietà per sentire la sofferenza dei carcerati, per essere solidali con i prigionieri politici, per comprendere i familiari degli ostaggi, per piangere i morti sotto le macerie, per avere rispetto di tutti i defunti”.

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