Via Crucis: seconda stazione, “liberaci dalla paura della Croce”

“La croce era il supplizio più orrendo e doloroso, riservato agli schiavi, ai criminali irrecuperabili e ai maledetti da Dio. Eppure, l’hai abbracciata e portata sulle tue spalle, e poi ti sei lasciato portare da lei. Non perché fosse bella o attraente, ma per amore nostro”. Comincia così la meditazione sulla seconda stazione della Via Crucis, in cui padre Patton dà del “tu” a Gesù. “Sollevando il suo carico pesante, sapevi che risollevavi noi dal peso del male che ci schiaccia e ti caricavi del peccato che rovina la nostra esistenza”, scrive: “Abbracciando la croce e caricandola sulle tue spalle, abbracciavi la nostra fragilità e ti facevi carico della nostra umanità. Prendevi su di te le nostre schiavitù, i nostri crimini e anche la nostra maledizione. Liberaci, Gesù, dalla paura della croce. Dacci la grazia di seguirti per la tua stessa via e di non avere altra gloria se non nella tua croce”.

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