Via Crucis: ottava stazione, “piangere sui disastri delle guerre, sui massacri e i genocidi”

“Dove c’è una sofferenza o un bisogno, le donne ci sono: negli ospedali e nelle case di riposo, nelle comunità terapeutiche e di accoglienza, nelle case-famiglia con i minori più fragili, negli avamposti più sperduti della missione ad aprire scuole e dispensari, nelle zone di guerra e di conflitto per soccorrere i feriti e consolare i sopravvissuti”. È l’omaggio di padre Patton, nell’ottava stazione della Via Crucis. “Le donne ti hanno preso sul serio”, scrive il francescano: “hanno preso sul serio anche queste tue parole dure: da secoli piangono su sé stesse e sui propri figli: portati via e incarcerati durante una manifestazione, deportati da politiche prive di compassione, naufragati in disperati viaggi della speranza, falcidiati nelle zone di guerra, annientati nei campi di sterminio. Le donne continuano a piangere”. “Dona anche ad ognuno di noi, Signore, un cuore compassionevole, un cuore materno, e la capacità di sentire nostra la sofferenza altrui”, la preghiera finale: “Donaci ancora lacrime, Signore, per non dissolvere la nostra coscienza nelle nebbie dell’indifferenza e continuare a rimanere umani. Donaci lacrime, Signore, per piangere sui disastri delle guerre, per piangere sui massacri e i genocidi, per piangere con le madri e con le mogli, per piangere sul cinismo dei prepotenti, per piangere sulla nostra indifferenza”.

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