Ucraina: Save the Children, difficoltà economiche e solitudine spingono le famiglie a tornare nelle loro case sulla linea del fronte

Più di 1,6 milioni di ucraini sono tornati nelle loro case sulla linea del fronte in Ucraina, in particolare nelle regioni di Kharkiv, Donetsk, Kherson e Sumy, nonostante i pericoli che ancora oggi – a oltre 4 anni dall’inizio della guerra – devono affrontare. Scondo una ricerca realizzata da Save the Children – l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro – ci sono le difficoltà economiche e la solitudine. Tre quarti (74%) dei 172 genitori e caregiver intervistati hanno dichiarato che la nostalgia di casa e della propria comunità, insieme alla sensazione di isolamento nei luoghi in cui si erano rifugiati, hanno contribuito alla decisione di tornare nelle aree sulla linea del fronte, dove i combattimenti sono ancora in corso. Quasi un genitore o caregiver su due (45%) ha affermato di essere tornato perché i propri figli erano infelici, stressati o soli nelle comunità ospitanti.
Circa il 55% ha citato l’alto costo degli alloggi o le difficoltà nel trovare lavoro nelle comunità ospitanti. Questa ondata di ritorni – sottolineano gli operatori di Save the Children – avviene mentre sono ancora ancora in corso raid aerei e combattimenti e comporta inoltre difficoltà nell’accesso a un’istruzione di qualità, a spazi sicuri per il tempo libero dei bambini e stress psicologico dovuto ai frequenti allarmi aerei e all’esposizione al conflitto. Tuttavia, quasi otto bambini su dieci (77%) dei 171 giovani intervistati hanno affermato che è più facile fare amicizia nelle loro comunità di origine. Save the Children chiede “a tutte le parti in conflitto di cessare immediatamente gli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili, comprese case, scuole e ospedali, e di porre fine alle gravi violazioni contro i bambini”.

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