Pasqua 2026: mons. Trevisi (Trieste), “non consentiamo che la guerra entri nei desideri e nel cuore, diventiamo capaci di coltivare pace e giustizia”

“Basta volerlo e il tempo si trova: per ascoltare chi è solo, per visitare un anziano, per perdonare chi ci ha offeso, per prenderci cura di chi fatica. Per estirpare quel desiderio di rivalsa che alimenta il progetto assurdo di schiacciare l’altro. Per decidere di seminare dialogo proprio quando le rigidità hanno innescato conflitti”. Parte da questa considerazione il vescovo di Trieste, mons. Enrico Trevisi, per rivolgere gli auguri pasquali nel messaggio rivolto alla comunità diocesana.
“Vi auguro di vivere la Pasqua vincendo le tenebre delle violenze che abbruttiscono l’umanità e la ingabbiano in conflitti permanenti, che distruggono villaggi e città, che infieriscono su bambini innocenti e persone inermi. E poi ci sono le urla volgari e aggressive che riempiono i social e avvelenano le relazioni, e alimentano solitudini e indifferenza”, scrive il presule, esortando: “Impariamo ad essere sempre disarmati da ogni linguaggio che insulta, ferisce e percuote”. “Vi auguro di saper boicottare chi corrompe ogni parola e ogni sguardo per alimentare tristezze contagiose; diffidate da chi è sempre pronto a condannare gli altri senza mai mettersi in discussione. Abbiamo bisogno di lasciarci nutrire dalla Parola che dà vita, alimentando la nostra fame di giustizia, quella che viene da Dio, che rimbomba nella nostra coscienza, che mira a riconciliare, e non a offendere”, prosegue il vescovo, auspicando che “la luce di Cristo rischiari le tenebre dei cuori che hanno perso la speranza e non sanno che propagare sterili lamentele”. E poi, “vi auguro di allenarvi nell’ascolto del grido dei poveri e dei sofferenti, a pensare alla vita e al futuro mettendovi dalla parte di chi è vulnerabile e fragile. Come ha fatto Gesù, il crocifisso”. “Le nostre mani siano generose nel dispensare sostegno e aiuto ai fragili: e possiamo avere occhi spalancati a riconoscerli. I nostri piedi siano abituati a fare il primo passo verso chi ci offende e il tempo sia speso, anzi dissipato nel consolare chi è triste e solo”, l’indicazione di mons. Trevisi, per il quale “se abbiamo un po’ di empatia troveremo persone da ascoltare nella nostra famiglia, tra i nostri vicini di casa, tra i nostri colleghi, tra chi incontriamo al parco o mentre siamo in sala d’attesa di un qualche ambulatorio. La vita, come diceva Papa Francesco, non è tempo che passa, ma occasione di incontri. Da non sprecare”. “Vi auguro di vivere la Pasqua pronti a godere della Pace che il Risorto vi dona; il vostro cuore sia aperto ad accoglierla: non consentite che la guerra entri nei vostri desideri e nel vostro cuore”, ammonisce il vescovo: “E siate gioiosi del Perdono con cui siete abbracciati da Dio: nessuno è perfetto ma dimenticarci del perdono di Dio ci fa depressi e smarriti”. “La vostra vita rispenda dello Spirito che ovunque vi fa testimoni che il Risorto vince la morte, e noi fin d’ora siamo stirpe divina, capaci di coltivare pace e giustizia”, conclude mons. Trevisi: “Sia un tempo di relazioni rigenerate”.

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